Una giovane suora sui social si riconosce per il suo sorriso
domenica 23 luglio 2023
La Chiesa ispanofona continua a proporre figure di religiose attive e popolari sui social network. Suor Fabiola (come farà di cognome? Nel tacerlo una certa consuetudine digitale e una radicata tradizione della vita consacrata si incontrano…) è messicana, ha 25 anni e appartiene alla Missionarie Clarisse del Santissimo Sacramento, una congregazione di apostolato attivo fondata a Cuernavaca nel 1945 da Maria Agnese Teresa del Santissimo Sacramento (1904-1981), oggi beata. Dal 2021, prima su TikTok e poco dopo su Instagram, suor Fabiola pubblica regolarmente video, post e reel; è seguita, rispettivamente, da 33mila e 16mila follower e alcuni testi sono arrivati ben oltre le 100mila visualizzazioni, come il reel del 30 novembre 2022, su Instagram (tinyurl.com/2k3jsup4). Dove, a proposito dei momenti di depressione, di aridità e di vuoto spirituale, dice: «Se ti senti male e non riesci a dire assolutamente nulla a Dio Padre, neppure: “Padre, mi sento così”, allora, semplicemente, contemplalo. Contemplalo e lasciati amare. E se ti viene da piangere, piangi pure, perché anche le lacrime sono preghiera. Le lacrime redimono. Come non lasciare scorrere le lacrime davanti a colui che è esperto nella riparazione dei cuori? Lasciagli le tue lacrime ed egli le convertirà in perle pregiate». Parole tutt’altro che banali, nella loro semplicità: il tema del “dono delle lacrime” appartiene alla tradizione cristiana più antica, oltre a essere stato più volte evocato da papa Francesco. Il piccolo paradosso è che il segno di riconoscimento digitale di suor Fabiola è il sorriso: un sorriso aperto, divertito, contagioso. Ho rovistato sistematicamente nei post e nei reel su Instagram e nei video su TikTok e ho trovato rarissimi casi in cui il sorriso non prevale sul suo volto, sempre ripreso in primo piano. Come in uno degli ultimi su TikTok (tinyurl.com/frj2nrc7), già arrivato a 10mila visualizzazioni, dove, dopo aver parlato della felicità a cui tutti aspiriamo e della sofferenza che proviamo per i nostri errori, conclude: «Non siamo soli, siamo con Dio Padre, che ci ama immensamente e ce l’ha detto mille volte. Ti invito a guardare a Dio Padre e a domandargli: “Ehi, papà, come mi vedi?”. Lui sorride quando ti guarda, e tu lasciati guardare da lui, lasciati amare da lui». © riproduzione riservata
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