giovedì 4 giugno 2009
Santissima Trinità
Anno B

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».
Della Trinità il Vangelo non offre formule o concetti, ma un racconto: sul monte Gesù si avvicinò a loro... Ancora non è stanco di avvicinarsi, di venire incontro, di impegnarsi in una amata vicinanza. Neanche Dio può stare solo. «Alcuni, però, dubitavano». Eppure il dubbio non arresta l'azione del Signore. Nella fede c'è tanta luce quanta serve per credere e tanta oscurità quanto basta per dubitare. E questo fin dal principio. Il Signore non convoca le migliori intelligenze del tempo ma undici pescatori che sanno di non sapere, che si sentono piccoli ma abbracciati dal mistero. Piccoli e abbracciati, come un bambino forte della forza che lo stringe; custodi del mistero, pur senza capirlo tutto, perché immersi dentro un respiro, un soffio, un vento in cui naviga l'intero creato. Non sono loro che portano l'annuncio, è l'annuncio che porta loro.

Una promessa di felicità
«Battezzate nel nome del Padre»: cuore che pulsa nel cuore del mondo, sorgente dell'essere; «e del Figlio» nella fragilità di un Dio che si è fatto carne, lievito, seme, grido; «e dello Spirito» che presiede ad ogni nascita e ad ogni ricominciamento. La Trinità ha nomi che abbracciano e fanno vivere. La sua vita non è estranea né alla fragilità né alla bellezza della carne, non al dolore né alla felicità dell'uomo. «Battezzate ogni creatura». Battezzare significa immergere: immergete ogni vita dentro l'oceano di Dio, e sia sommersa, e sia sollevata dalla sua onda mite e possente! Fate entrare ogni vita nella vita di Dio. Questo e non altro è il compito della Chiesa, il senso del suo esserci: introdurre gli uomini nella vita divina, che vibra di comunione. Sono le ultime parole di Cristo, il suo testamento, il cuore della fede.
Immersione felice assicura Mosè: «Tutto questo è detto perché siate felici voi e i vostri figli!». Il battesimo ci è dato a protezione di una lunga felicità. Immersione esigente, per Paolo, nella Croce che è amore fino alla fine, dono estremo. «Insegnate a osservare tutto ciò che vi ho comandato». E che cosa è questo tutto? Gesù stesso lo riassume in una parola: «Amatevi». Missione della Trinità e degli Undici, i piccoli abbracciati: insegnate ad amare come si insegna un'arte che si conosce bene, come si insegna una strada dell'anima che si è percorsa davvero. Insegnate ad essere felici dice Mosè. Insegnate a donare, dice Paolo. Che i vostri figli imparino ad amare! Non c'è bisogno d'altro per affacciarsi sull'orlo del mistero.
(Letture: Deuteronomio 4,32-34.39-40; Salmo 32; Romani 8,14-17; Matteo 28,16-20)
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