Scaffale basso. Non chiamatemi maschiaccio. Sono una ragazza!


Rossana Sisti martedì 23 maggio 2017

L’affermazione debitamente esclamativa che fa da titolo a questo albo, si ripete ossessivamente in ogni pagina. Sono una ragazza! grida la topina grintosa che si racconta nel carattere, nelle abitudini, nei giochi che ama fare, sottolineando la propria insofferenza all’essere apostrofata come un maschiaccio. Lei è una ragazza e - come se ci fosse sempre bisogno di ribadirlo con forza – ci tiene a essere considerata così.

La gentilezza è sicuramente un valore ma si può essere gentili e decisi contemporaneamente, un po’ scalmanate e turbolente senza essere sempre rimproverate di comportamenti non degni di una femmina… Si può essere pasticcione, sfrecciare con coraggio sul monopattino a tutta velocità, cadere e rialzarsi senza frignare, fare le cose a modo proprio magari combinando guai, essere curiose e volere imparare un sacco di cose, senza per questo essere scambiate, chissà perché per un maschio. Come se alle femmine si addicesse solo la zuccherosità e la carineria. Pubblicato da Giralangolo, questo albo realizzato dall’illustratrice irlandese Yasmeen Ismail (13,50 euro) con un tratto semplice ma sbarazzino e colorato è un divertente catalogo di femminilità, fuori dagli stereotipi e dai luoghi comuni. Un inno alla libertà di essere orgogliosamente se stessi; un libro che mamme e bambine possono leggere e sfogliare insieme. Dai 4 anni

Il momento di spiccare il volo è cruciale per ogni specie di volatile ma per Piccolo Gufo è diventato un vero e proprio blocco psicologico. Merlo, Pettirosso, Passerotto, Canarino, Rondinella e tanti altri non ci hanno pensato due volte: si sono messi sul ramo e in pochi secondi sbattendo le ali si sono lanciati in cielo.

Piccolo Gufo no, vorrebbe farcela pure lui ma all’ultimo rinuncia: troppo grande la paura di cadere. Eppure gli amici lo incoraggiano a buttarsi. È facile, sostengono, basta usare una parola dal potere straordinario, capace come per magia di scacciare timori e paure. E di dare sostegno. Maria Loretta Giraldo per il racconto e Nicoletta Bertelle con le sue tenere illustrazioni sono un duo professionale rodato e sempre capace di regalare emozioni ai più piccoli. Questa è una storia sulla fatica di imparare e la paura di crescere, ma anche sul coraggio: Prova a dire abracadabra! è pubblicato dall’editore Camelozampa (14 euro). Dai 3 anni.

Le fiabe hanno sempre un grande potere: trasportare chi ascolta in un mondo dove tutto è possibile, dove l’umiltà, la saggezza e la purezza di cuore in gran parte hanno l’ultima parola sull’arroganza, la malvagità e la ricchezza. Non senza travaglio e messa alla prova… La magia non fa sconti a nessuno. Il principe Arturo e la principessa Leila, per esempio, sono fatti l’uno per l’altro, ma lo si capirà solo alla fine perché a fare la coda pronte a tutto pur di sposare il rampollo reale c’è il fior fiore delle rampolle aristocratiche di mezzo mondo. La regina madre è una sorta di arpia dal cuore di pietra, arcigna e spietata nel proporre le difficili prove in cui le ragazze pretendenti dovranno destreggiarsi per aggiudicarsi in principe in sposo.


A tagliare il traguardo è, come nella migliore tradizione fiabesca la ragazza che sembrerebbe la più svantaggiata, quella che arriva da un paese lontano e sembrerebbe senz’arte né parte. Perché almeno nelle fiabe chi perde, apparentemente, vince. Una storia d’amore che parla di culture che si incontrano e preconcetti che lasciano il posto alla vera comprensione. A bene interpretare il testo di Kristien Aertssen le illustrazioni di Béa Deru-Renard. Pubblica Babalibri (13 euro). Dai 4 anni.


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