mercoledì 19 ottobre 2022
Per i giapponesi è Mumon Ekai, i cinesi lo conoscono come Wumen Huikai. Vissuto tra il XII e il XIII secolo, è uno dei massimi maestri della tradizione zen. Il suo insegnamento è tramandato da una cinquantina di koan (i tipici apologhi della mistica buddhista, nei quali la domanda vale molto più di ogni possibile risposta) raccolti sotto il titolo La porta senza porta. Per questo piccolo libro Mumon compose anche un'introduzione, al cui interno si trova un altro racconto. Occorre che il discepolo perseveri nella meditazione, spiega il maestro, perché «se esita un solo momento, è come uno che stia all'erta dietro una finestrina per veder passare un cavaliere: e nell'istante in cui sbatte le palpebre quello gli sfugge». Il concetto si accosta molto al timeo Dominum transeuntem di Agostino. Desiderare l'incontro con Dio non è sufficiente, bisogna prestare attenzione a ogni evento, a ogni persona che incrocia il nostro cammino, perché non sappiamo come si presenterà il Signore. Magari come un cavaliere, atteso nella notte da un monaco che sta di veglia nella sua cella e, con gli occhi spalancati, si sforza di non cedere al sonno. Neppure lui saprebbe spiegare chi sia il cavaliere e come mai debba passare proprio da quel sentiero. Per questo, non può fare altro che invocarne la comparsa.
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