La promessa di Musk: l’AI che rispetta l’uomo
venerdì 14 luglio 2023

Davvero può bastare una macchina per capire la vera natura dell’universo? A sentire Elon Musk, fondatore di Tesla e oggi proprietario di Twitter, non solo è possibile ma la sua nuova start-up xAI sarebbe nata proprio per questo. «Il nostro obiettivo è usare l’intelligenza artificiale per capire la vera natura dell’universo» si legge sul sito della nuova società. Musk non è un neofita in questo campo, visto che già nel 2015 è stato tra i cofondatori di OpenAI, la società che ha creato ChatGPT.

Quando, pochi mesi fa, proprio ChatGPT ha raccolto un successo planetario, Musk si è detto molto preoccupato per i pericoli derivanti dall’intelligenza artificiale arrivando a definirla «la più grande minaccia all’esistenza umana». Per dare vita alla sua nuova società Musk ha reclutato un gruppo di ingegneri e di programmatori prendendoli da OpenAI, Google e Microsoft, cioè dalle tre più importanti realtà sul fronte dell’intelligenza artificiale. xAI collaborerà con le altre aziende di Musk, in primis con Tesla e Twitter. Come lo scopriremo nelle prossime ore, visto che per oggi il miliardario americano ha annunciato una diretta audio su Twitter. Il nome della società, xAI rimanda al concetto di explanable AI, cioè alla cosiddetta “AI spiegabile” che rimanda a un insieme di metodi e di processi che consentono agli utenti di comprendere e considerare attendibili i risultati creati dagli algoritmi.

Fin qui sembrerebbe una buona notizia. Ma Musk è furbo e sa come farsi notare. E dal suo profilo Twitter ha già lanciato interrogativi che meritano delle riflessioni. Cose del tipo: «Quali sono le domande fondamentali senza risposta?». E poco dopo: «Quali sono le domande fondamentali che ancora non conosciamo?». Ciò che promette Musk è al tempo stesso interessante, intrigante ma anche un po’ inquietante, almeno quanto le altre intelligenze artificiali che lui vorrebbe se non combattere almeno limitare. Quale sarà infatti il nostro destino se a farci comprendere la realtà sarà una macchina? E come ci cambierà il fatto che sarà l’intelligenza artificiale a fornire le risposte alle domande fondamentali dell’uomo e addirittura creerà per noi le domande fondamentali che ancora non abbiamo nemmeno pensato? Infine: davvero basterà spiegarci come funziona la sua intelligenza artificiale per metterci al riparo da ogni rischio? Senza volere per forza essere catastrofisti viene facile intuire come ciò che propone Musk nel bene e nel male apre scenari che vanno ben oltre i tentativi fatti da molti di noi in questi mesi di usare ChatGPT come una specie di oracolo, sottolineandone con gioia ogni errore e ogni mancanza. Qualcuno di voi dirà che già oggi molte risposte ad alcune domande dell’uomo ce le forniscono comunque Google o Bing AI, cioè delle macchine che scelgono e catalogano per noi.

Vero, verissimo. Ma al momento ci rimandano attraverso dei link a libri, dichiarazioni, articoli, pensieri o pagine enciclopediche che hanno un autore rintracciabile spesso certificato. Da qui in avanti invece sempre più spesso anche servizi come Google e Bing ci forniranno meno link con le informazioni e sempre più risposte chiuse, confezionate dalle loro intelligenze artificiali. Col risultato che avremo sempre meno voglia di approfondire certi argomenti e ci accontenteremo dei riassunti proposti dalle intelligenze artificiali, e così la nostra comprensione della realtà sarà sempre più in mano agli algoritmi e ai computer. In questo senso Musk potrebbe diventare il paladino di un’intelligenza artificiale rispettosa dell’uomo oppure rivelarsi solo un abile venditore.

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