La malattia, periferia esistenziale dove prima o poi tutti abitiamo
mercoledì 1 luglio 2015
Nel mio monitoraggio della Chiesa che si racconta in Rete mi lascio attrarre volentieri dalle storie intrecciate alla malattia: mi sembrano i casi nei quali la comunità digitale che si va costruendo dà il meglio, forse perché la malattia è una «periferia esistenziale» dove una volta o l'altra tutti andiamo ad abitare.E dove è misericordioso fare delle visite. Ne rende testimonianza un prete assai popolare in Rete come don Fabio Bartoli, che ha avuto il cuore di celebrare un funerale in un hospice e di annunciare, lì, che «la morte non esiste» (omelia udita sul blog “Come Gesù” di don Mauro Leonardi: http://tinyurl.com/p8oguz5). E ne rende testimonianza un padre della Chiesa come il cardinal Martini, del quale Enzo Bianchi racconta – nel giorno della presentazione del progetto dell'archivio “Ascoltare la storia” a lui dedicato – che ogni settimana «va a trovare i malati, va a lavarli, a tagliar loro le unghie», perché non gli basta «parlare di carità», ma vuole «avere i comportamenti di carità di Gesù Cristo» (raccontato qui su “Avvenire” da Lorenzo Rosoli: http://tinyurl.com/ppstuyk).Ne rende testimonianza infine il vescovo Pichierri, che mentre scrivo queste righe sta celebrando a Barletta il funerale di don Salvatore Mellone. La sua storia suscitò tanta partecipazione, particolarmente in Rete: gravemente ammalatosi durante gli anni di seminario, aveva chiesto e ottenuto di anticipare l'ordinazione, così da poter vivere i suoi ultimi tempi da presbitero. E così è stato, per due mesi e mezzo. Ha celebrato la Messa ogni giorno, ha amministrato un battesimo, ha pregato per tanti, è stato vicino agli altri malati. Si potrebbe dire che il Signore ha ascoltato le sue preghiere, ma non le nostre, giacché – mi era parso – avremmo sperato che l'unzione sacerdotale portasse a don Salvatore anche la guarigione. Ma il suo testimoniare, in questi mesi, «essere prete è bello» (http://tinyurl.com/o7t69zy), è già una risposta alle nostre povere domande sui disegni di Dio.
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