L'Esaltazione della Santa Croce ha attratto l'infosfera ecclesiale
venerdì 16 settembre 2022
Mi piace osservare le mille strade che la Rete è capace di percorrere a partire da uno stesso punto, o per arrivarci. Il 14 settembre scorso il calendario liturgico segnava la festa dell'Esaltazione della Santa Croce, e l'infosfera ecclesiale mi è parsa più sensibile che negli anni precedenti nel sottolinearlo. Anche a prescindere dalla significativa scelta del Consiglio delle conferenze episcopali d'Europa (CCEE) di indire, in occasione di tale festività, una giornata di preghiera, tramite l'adorazione eucaristica, per la pace in Ucraina; o dal fatto che proprio quel giorno papa Francesco celebrasse la messa per la minoranza cattolica in Kazakhstan. Tra i post che avevano l'Esaltazione della Croce come oggetto ne segnalo tre. Sul suo blog “Una penna spuntata” ( bit.ly/3Bc1Ipu ) Lucia Graziano ci accompagna passo passo alla scoperta dell'origine miracolosa dell'abbazia di Holyrood, oggi in rovina ma all'origine dell'omonimo palazzo reale di Edimburgo dove ha sostato l'11 settembre il feretro della regina Elisabetta II. La leggenda narra che il re Davide di Scozia, proprio un 14 settembre di 895 anni fa, preferì la profana caccia al cervo alla santificazione della festa. Ma, mentre sostava presso un ruscello, l'apparizione di un maestoso cervo bianco, poi tramutatosi in una gigantesca croce luminosa, lo convertì a una vita di devozione e rettitudine. Paolo De Martino, sulla pagina Facebook ( bit.ly/3DAMMUG ), apre la sua riflessione con una domanda provocatoria e perciò attraente: «Che strano festeggiare l'esaltazione di uno strumento di tortura. Ve l'immaginate la festa dell'esaltazione della sedia elettrica? Oppure una piccola ghigliottina appesa ai muri delle case o al collo dei fedeli? Non voglio essere banale, ma solo provare – almeno un po' – a rivivere quello scandalo che ha attraversato i discepoli...». Infine su “Aleteia” ( bit.ly/3S9J5K2 ), nel suo atteso appuntamento con il Vangelo del giorno, don Luigi Maria Epicoco offre, a proposito del senso di questa festa, un saggio della capacità di sintesi che ne ha fatto un autore seguitissimo, dentro e fuori dal web: «Accogliere la Croce allora non significa andarsi a cercare la sofferenza, ma vivere tutto quello che la vita ci riserva (bello o brutto che sia) domandandoci se lo stiamo vivendo per amore e con la logica del dono».
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