L'anticipo per i ministri di culto
giovedì 29 settembre 2016
La legge di Stabilità per il 2017 conterrà diverse misure previdenziali che saranno messe a punto al termine degli incontri in corso al ministero del Lavoro con i sindacati nazionali. Tra le novità in vigore il prossimo anno spicca la facoltà di andare in pensione con un congruo anticipo, massimo 3 anni e 7 mesi sull'età stabilita con la riforma Fornero. Questa scorciatoia passa attraverso un prestito bancario, a copertura degli anni mancanti alla vecchiaia, da restituire in rate ventennali sulla pensione ordinaria. Potranno utilizzare l'Ape (Anticipo della Pensione) i lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico ed i lavoratori autonomi. La prossima legge illustrerà le diverse condizioni per questa corsia preferenziale di pensionamento, nelle versioni Ape "aziendale", "volontaria" oppure "social", quest'ultima sostanzialmente gratuita per i disoccupati, gli invalidi ecc.Da alcuni calcoli, il rimborso del prestito bancario costerà, per ogni anno di anticipo, non meno di 80-90 euro al mese fino a un massimo di 300 per 20 anni, un taglio non facilmente sopportabile se non in caso di reale necessità. È plausibile che l'Ape non riceva buona accoglienza fra i potenziali interessati e finisca senza gloria come accaduto per le adesioni al Tfr in busta paga. Indubbiamente potranno accedervi i sacerdoti docenti di religione ed i cappellani che prestano assistenza spirituale nei settori della difesa, della sanità e nelle carceri, nella loro qualità di dipendenti da una pubblica amministrazione. La valutazione di convenienza del prestito, per tutti i lavoratori, è strettamente legata alle condizioni personali. Per i sacerdoti tuttavia va messo in conto che la pensione Inpdap sarà gravata dal rimborso dell'Ape, e ugualmente, cinque anni dopo, la pensione di vecchiaia per il clero sarà soggetta alla riduzione di un terzo secondo le regole del Fondo Inps.Fondo Clero. A prima vista l'Ape non dovrebbe riguardare il Fondo Clero.Indipendentemente da pochi o anche nessun sacerdote interessato all'anticipo, si tratta tuttavia di riconoscere la parità di trattamento con gli altri lavoratori. Più volte la Cassazione ha confermato questa parità, perché anche i ministri di culto svolgono, come altre categorie, un lavoro quale ordinaria "espressione di energie fisiche e psichiche".Ma ancora più equitativa appare un'Ape anche nel Fondo Clero, nel quale l'età ordinaria di pensionamento, già di 68 anni e ben oltre la riforma Fornero, è stata appesantita impropriamente di altri 7 mesi quale speranza di vita. Con l'Ape, l'anticipo per i sacerdoti partirebbe da non prima di 65 anni di età, e ovviamente da rimborsare.
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