Il video volgare girato in chiesa i commenti civili di tanti ragazzi
mercoledì 23 febbraio 2022
Questa storia digitale parte da una chiesa di Parigi. Ne sono protagonisti due giovanissimi tiktoker: Queen Paul (nome d'arte, per così dire), piuttosto popolare in Rete, e Benjamin Ledig, che popolare lo è assai meno. Più un presbitero, Pierre Vivarès, parroco di Saint-Paul-Saint-Louis, ma anche autore di un libro-diario dal titolo promettente, La nostra chiesa è alla fine della strada, e collaboratore abituale di “Aleteia” francese, dove ha quindi potuto raccontare l'intera storia ( bit.ly/33LGhza ). I due ragazzi, non autorizzati, hanno girato all'interno di quella chiesa, che si trova nel centrale e turistico Marais, un balletto, volgare come lo sono certi balletti su TikTok, compresa una sequenza decisamente oscena. Postato da Ledig il 16 febbraio il video, ripetutamente condiviso, ha riscosso milioni di visualizzazioni e relative reazioni, comprese quelle di chi si è sentito, con giusta ragione, offeso nel proprio sentimento religioso. Don Vivarès ha chiesto la rimozione del video da TikTok e la diocesi lo ha sostenuto; il tiktoker ha opposto un rifiuto, dicendo da un lato «di non vedere che male ha fatto» e dall'altro di aver chiesto a sua volta assistenza legale, a fronte dei messaggi di odio ricevuti. Ma il parroco, al netto di tali messaggi (che stigmatizza), ha contato «più di 60mila commenti pubblicati essenzialmente da giovani (cristiani, atei, musulmani, ebrei...)» che rimproverano, civilmente, Ledig. «La questione non è se il ragazzo creda o no, ma il luogo in cui fa ciò che fa»: non ci sono luoghi pubblici in Francia dove fare ciò che si vuole, e ciò va a vantaggio del rispetto reciproco e della vita in comunità. «È lamentabile», conclude saggiamente don Vivarès, che «dei ragazzetti siano tanto determinati a esistere mediaticamente e a diventare virali a ogni costo, ma è bello vedere l'immensa maggioranza delle reazioni di questa medesima gioventù, la quale è sì ipersensibile quanto a ciò che subisce, ma lo è pure quanto a ciò che fa agli altri».
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