History: memoriale del tragico Vajont
giovedì 11 ottobre 2018
Chi ha visto la diga del Vajont (che è ancora lì in piedi sia pure senz'acqua e piena di terra) si domanda come sia stato possibile che quell'invaso all'apparenza nemmeno tanto grande, altezza a parte, e nemmeno così vicino a Longarone, con davanti la valle aperta del Piave, abbia provocato quasi duemila morti, molti dei quali a causa di un tremendo spostamento d'aria. Erano le 22.39 del 9 ottobre 1963 quando oltre 270 milioni di metri cubi di roccia del monte Toc, in Veneto, precipitarono nel bacino sottostante sollevando tre onde colossali, che travolsero e distrussero i paesi di Erto, Casso e la maggior parte di Longarone. Gli abitanti scomparvero nel nulla, inghiottiti dai flutti e dalle macerie. Un'onda d'urto che qualche contabile delle tragedie ha misurato di intensità paragonabile a quella della bomba atomica sganciata su Hiroshima. La tv, come altri media, ha ricordato il tragico anniversario, anche perché era il cinquantacinquesimo. Da segnalare la scelta di History (canale 407 Sky) che ha puntato sulle 22,39 esatte di martedì 9 ottobre per mandare in onda il docufilm Vajont: una tragedia italiana, un'opera di qualche anno fa, firmata da Nicola Pittarello, che ha il pregio di ricostruire la storia del disastro attraverso la testimonianza dei sopravvissuti e dei diretti responsabili con l'interpretazione di attori. Dal progetto della diga alle sentenze del processo, il docufilm racconta come si è arrivati alla tragedia e di come le comunità locali abbiano saputo risollevarsi e chiedere giustizia per i loro morti. Poco più tardi rispetto a History, anche Focus (canale 35 del digitale terrestre), sempre la sera di martedì 9, ha proposto lo speciale Vajont: analisi di un disastro, a cura di Luigi Bignami, in cui si incrociano un racconto tecnico e uno di chi ha vissuto in prima persona quei momenti, tra cui lo sculture e scrittore Mauro Corona, all'epoca tredicenne, che insieme a Marco Paolini, autore di un noto e notevole monologo teatrale, è impegnato per mantenere viva la memoria. In questo senso la tv, al di là della qualità o meno di un programma, svolge un ruolo importante, non solo per non dimenticare, ma anche per far conoscere alle generazioni più giovani le tragedie che hanno colpito l'Italia per evidenti errori umani e non per cause naturali.
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