Le omelie di un prete filippino sensibile verso i malati
Ci sono anche le Filippine tra le regioni nelle quali i missionari digitali stanno più incrementando la propria attività. Uno di essi è Jeffrey Segovia, presbitero di 42 anni
Ci sono anche le Filippine tra le regioni nelle quali i missionari digitali stanno più incrementando la propria attività. Uno di essi è Jeffrey Segovia, presbitero di 42 anni che ha lasciato da poco la parrocchia di St. Joseph The Patriarch a Mapandan (20 chilometri a ovest di Dagupan e 200 chilometri a nord della capitale Manila), mentre insegna tuttora al seminario dell’arcidiocesi di Lingayen-Dagupan. La sua formazione teologica si è indirizzata verso le scienze bibliche: in materia ha anche un paio di pubblicazioni.

Gli account social di @frjeffsegovia, che è membro di iMission, si possono trovare anche su Facebook, Instagram e YouTube, ma è su TikTok che si concentra al momento la maggior parte della sua attività online e anche il consenso dei suoi follower, che lì sono 220mila. Il primo post è del 2021; nel secondo si presenta con un elenco di cinque «preti famosi su TikTok», che gli serve per ironizzare sul suo esordio e sui primi 400 utenti che si sono affrettati a seguirlo. Continua per qualche tempo a pubblicare su questo registro scherzoso; poi le sue scelte si orientano diversamente: risposte sulla fede, brani di catechesi bibliche e soprattutto spezzoni di omelie, questi ultimi decisamente prevalenti negli ultimi mesi.
La data d’inizio dell’attività di Jeffrey Segovia su TikTok (siamo a metà del 2021), e una sua meditazione-video su san Giuseppe speranza dei malati, che la precede di poche settimane, suggeriscono che il tempo della pandemia da Covid-19, il cui decorso nelle Filippine ha proceduto in parallelo a quanto accadeva nel resto del mondo, è stato vissuto con una speciale sensibilità da questo sacerdote. Infatti lo vediamo nel 2023 pubblicare un volume, “Healing Hands”, che reca come sottotitolo “Il messaggio di Dio attraverso la pandemia da Covid-19”.
Una tale sensibilità ha origine nel vissuto di questo prete filippino. Come racconta in un’intervista alla rete filippina ABS-CBN TeleRadyo, nel 2013 gli era stata diagnosticata una grave insufficienza renale cronica, con la conseguenza di doversi sottoporre a dialisi e successivamente la necessità di un trapianto di rene, infine donatogli da una sorella. «Non mi sono mai sentito così al sicuro come quando tutti e due i miei reni si sono ammalati», dice nella meditazione che ho citato sopra. «Ancora oggi, ogni volta che mi sento perduto, sopraffatto da tutto quello che mi sta davanti, torno a quei giorni di vita nascosta in cui avevo tanto tempo per stare alla presenza paterna di Dio e di san Giuseppe».
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