Il voto a Chieti chiude un’epoca parlamentare
L’appuntamento di novembre per sostituire Bagnai segna il tramonto di uno strumento destinato a sopravvivere solo nelle autonomie speciali

Il 15 e 16 novembre prossimi si terranno le elezioni suppletive del collegio uninominale di Chieti per scegliere il deputato che prenderà il posto del leghista Alberto Bagnai, dimessosi dalla Camera dopo la nomina a membro dell’Autorità garante della concorrenza. L’appuntamento non ha l’appeal delle precedenti suppletive, quelle di fine settembre a Reggio Calabria, divenute un caso politico per il debutto del candidato del partito di Roberto Vannacci. Contengono tuttavia una loro singolarità in quanto saranno le ultime elezioni di questo tipo per l’attuale legislatura e, fatta salva l’eccezione che vedremo, molto probabilmente per un lungo periodo. Il motivo è presto detto: il nuovo sistema elettorale ha segnato l’abbandono dei collegi uninominali e su questo punto è improbabile che la Corte costituzionale possa modificare sostanzialmente la riforma (anche se mai dire mai in questo campo…). Le sostituzioni dei parlamentari avverranno quindi per semplice scorrimento delle liste. Un’opportunità in meno per i cittadini di esprimere la loro scelta, anche se a onor del vero la partecipazione al voto in questi particolari momenti elettorali è sempre stata molto bassa.
La storia delle suppletive nella vicenda della Repubblica ha (e continuerà ad avere) un legame speciale con le autonomie della Valle d’Aosta e del Trentino-Alto Adige, per effetto della tutela delle minoranze linguistiche e dei relativi obblighi di rappresentanza in materia elettorale, assolti mediante il ricorso ai collegi uninominali. Le prime suppletive si tennero in Valle d’Aosta nel 1972 (come ricostruisce Giuseppe Lauri sul prezioso sito specializzato “I simboli della discordia”) in seguito a un evento tanto tragico quanto sfortunato: l’improvviso e contestuale decesso di entrambi i candidati di Camera e Senato, rispettivamente Germano Ollietti e Oreste Marcoz, in un incidente stradale avvenuto di ritorno da un comizio a due settimane dalle politiche. Ollietti e Marcoz risultarono comunque eletti post mortem nella tornata di maggio, ma la Regione si trovò materialmente sprovvista di rappresentanza parlamentare. Una legge apposita, la 471, consentì con disposizioni temporanee lo svolgimento nel novembre successivo di elezioni suppletive per rimediare al vuoto che si era determinato e nel 1976 furono emanate norme specifiche per la surroga degli eletti uninominali valdostani. La legge 31 del 1987, varata dopo la scomparsa del senatore altoatesino Peter Brugger, estendeva il sistema a tutti i collegi del Senato, ma non fu mai applicata per l’interruzione anticipata della legislatura. Il boom delle suppletive si ebbe con l’arrivo dei meccanismi uninominali maggioritari, in particolare con il cosiddetto Mattarellum e successivamente, in misura minore, con il recente Rosatellum: il record appartiene alla XIII legislatura con 17 parlamentari eletti tra il 1996 e il 2000.
La nuova legge elettorale, la 180 del 9 ottobre scorso, ha fatto piazza pulita dei collegi uninominali tranne che per la Valle d’Aosta e il Trentino-Alto Adige ed è quindi nelle due Regioni a statuto speciale che troverà ancora spazio l’istituto delle suppletive. Si spera non per circostanze luttuose, ma per avvicendamenti di altro tipo come quello citato in apertura.
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