La legge dell’Umbria sul suicidio assistito tradisce san Francesco e “sorella morte”

Varata una norma di stampo culturale individualista totalitaria e capitalista. Usando il dolore come arma politica, senza rispetto per chi soffre e non per questo sceglie di non suicidarsi
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October 24, 2026
La legge dell’Umbria sul suicidio assistito tradisce san Francesco e “sorella morte”
/ SICILIANI
Trovo penoso che nell’anno della morte di san Francesco la regione Umbria vari una legge di stampo culturale individualista totalitaria e capitalista sul diritto al suicidio. E ancor di più che questo avvenga con scene sentimentali e furbescamente mielose, usando il dolore come arma politica, senza rispetto per chi soffre e non per questo sceglie di non suicidarsi. Alcuni hanno ovviamente varato la legge con buone intenzioni babbee, sottraendosi a qualsiasi confronto che non fosse la stupida semplificante menzogna «sopportare il dolore sì, sopportare il dolore no».
Invece altri l’hanno proposta e sostenuta con lucidità precisa, che invera le profezie di Pasolini e altri sulla fine della sinistra catturata da un partito radicale di massa e da nuovi chierici capitalisti di sinistra, come diceva il poeta nel 1975. Costoro con esibiti e facili sentimentalismi sulla sofferenza altrui e tacciando di amanti del dolore chi è contrario al suicidio di Stato, coprono e sostengono l’idea che ogni persona si deve sentire sola e non fidarsi di nessuno – né di medici né di parenti nel momento in cui arriva sorella morte. Di nessuno, ma solo dello Stato, mediante un contratto, la legge. La morte come «diritto» esercitato da un individuo solo, isolato e in rapporto solo con l’Ente Pubblico. Senza nessun valore del «noi» e delle relazioni che gli stessi votanti questa legge poi decantano retoricamente nei convegni. Conta solo «l’io», un «io» irrelato e astratto, quello su cui fonda la sua forza totalitaria il capitalismo come ogni grande ideologia. Tutti i totalitarsimi infatti tendono a «separare» le persone, a rompere e a privare di valore le comunità.
Gli effetti di leggi del genere in Canada e in altri paesi sono un aumento esponenziale di morti – in Inghilterra un celebre medico tra i maggiori fautori di tali leggi si è detto pentito. Certo, un sistema sanitario orientato al profitto ringrazia per i risparmi così ottenuti. Già le leggi prevedono ogni strumento per alleviare dolore e evitare ogni accanimento terapeutico, e certo si possono migliorare così come la ricerca e la tecnologia stan facendo grandi passi in tal senso. Ma occorreva che il capitalismo radicale conquistasse, dopo la libertà intesa come libero individuale acquisto di prodotti, anche la «libera» individuale scelta di morire.
Una «libera» scelta dell’individuo, solo, come solo è l’individuo di fronte al banco del supermercato. San Francesco, invece, ha atteso, non preteso, sorella morte «insieme» ai suoi amici. «Insieme»: la parola più temuta dal Potere che vuole un «io» isolato, fragile, manipolabile. E che non lo convince di esserlo con manganelli e imposizioni. Ma dolcemente, con leggi ciniche e «dolci», bollendolo piano come la rana che si sente bene in un certo «tepore di diritti»...

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