
«In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui”».
La paura più grande e devastante, quella che fa tremare nella notte, che spalanca occhi e chiude il cuore, quella comune a tutte le creature umane è di restare soli, di essere abbandonati, di non sentire su di sé uno sguardo d’amore. Non avere compagni su una strada, una mano a cui aggrapparsi, una voce che sprona il cuore. E Gesù oggi ci dice: “Non vi lascerò orfani” che è come dire “non sarete mai soli, sarò con voi sempre.” Non promette una vita senza sofferenze, non proclama che per i suoi andrà tutto bene, promette vicinanza, un “Paraclito”, che è colui che sta accanto, che difende, che sostiene: una presenza continua. Lo abbiamo raffigurato, nell’arte sacra, come lingua di fuoco sui capi chini, ma lo Spirito è impalpabile, leggero come il vento e, come il vento, indescrivibile. Lo invochiamo come il “dito della mano di Dio” e il pensiero corre al dipinto di Michelangelo, dove il dito di Dio trasmette il soffio vitale ad Adamo, il respiro. Respira con noi Dio, non lontano e inaccessibile, ma dentro, in quel respiro che è vita. Un Dio che si lascia respirare, che è aria non avvelenata, ma ossigeno puro, vento che gonfia le vele, spinta alle nostre fermate, slancio ad ogni tentennamento. Unica condizione l’amore, il restare in una relazione d’amore con Lui, il fidarsi di Lui come un bambino che mette la mano nella mano del padre per farsi accompagnare. In una sua poesia Antonia Pozzi cantava «Perché tu sai, Signore,/che in un tempo lontano/ anch'io tenni nel cuore/ tutto un lago, un gran lago,/ specchio di Te». Oggi Gesù ci promette che c’è un per sempre, che, per quanto vuoto possiamo credere il nostro cuore, Lui non abbandona, non lascia orfani, ma è presenza discreta, luce accesa, calore soffuso. Il vento soffia dove e quando vuole, e non lo puoi fermare né mettergli confini o barriere. Così è dello Spirito. Sarà vento leggero, voce di silenzio sottile, sussurro silenzioso e fecondo; sarà luce che si accende quando meno te l’aspetti, sarà amore che scava là dove sembra non ci sia niente. Sarà un filo di speranza che si tesse. Come un respiro appena.
(Letture: At 8,5-8.14-17; Sal 65; 1Pt 3,15-18; Gv 14,15-21)
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