Milano 2009 - Tornare da loro

Il senso di ogni viaggio era il ritorno a casa.
March 15, 2026
Ma l’importante, alla fine, dopo ogni viaggio, era tornare da loro. Partire, ogni volta era una sofferenza. Poi, spesso, ciò che scoprivo mi affascinava, e con i figli c’erano papà, nonni, baby-sitter. I tre sembravano sereni. Ma chissà quante volte avrei dovuto esserci, in quei giorni in cui non c’ero. Su un aereo in volo per mete remote, insonne, pensavo a quanto stavo andando lontano dai bambini. Ma al ritorno scoppiavo di gioia, contavo le ore e i minuti. Che corse, negli scali francesi o svizzeri, per prendere l’ultimo volo per Milano. Telefonavo: arrivo. E che commozione, nel buio della notte, ritrovare la grande ragnatela di luci della mia città, sempre più grandi, sempre più vicine, fino a distinguere il casello dell’Autosole, i palazzi di Linate.
Casa, tornare a casa, da mio marito, dai tre miei grandi amori, dal cane, in quell’appartamento pieno di giochi e di libri e di gatti, disordinato come un vascello alla deriva, ma tanto caro. “Landed”, scrivevo su WhatsApp a mio marito, non appena l’aereo con un tonfo pesante toccava terra. Loro mi aspettavano all’uscita, tutti e quattro, più il cane che mi saltava addosso, pazzo di felicità. Meravigliosi, quegli abbracci. Io mi ricordo sempre dei dolori, ma quanto dovrei essere grata di quelle sere a Linate - quando eravamo tutti insieme, di nuovo.

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