Germania, 2011 - A Karl Marx Stadt

Nella ex Germania Est restano solitudine, degrado e ferite mai rimarginate.
March 14, 2026
Il Muro era caduto da oltre vent’anni. Credevo che la ex Germania Est fosse Germania, ormai. A Dresda, la Cattedrale era stata perfettamente ricostruita dopo l’atroce bombardamento del febbraio 1945, la Feuer Sturm, tempesta di fuoco, che aveva annientato la città. (Gli Alleati volevano costringere Hitler alla resa: scelsero, fra tante città, Dresda). Karl Marx Stadt dopo il 1989 era diventata Chemnitz, ma un grande busto di Marx era rimasto, in centro. La mattina era circondato da cento bottiglie di birra vuote. I ragazzi andavano a sbronzarsi davanti a Marx: un omaggio. Non erano messi bene, molti dei figli di quella città: coperti di tatuaggi, look dark, un rottweiler senza guinzaglio come compagno.
Di “roba”, doveva girarne parecchia a Chemnitz, luogo di speranza spenta, da dove i più forti se ne erano andati da un pezzo. I vecchi erano rimasti. Ne vidi uno, sulle scale di una casa popolare scalcinata, che faticosamente saliva, fermandosi affannato a ogni gradino, con due borse pesanti di spesa. Ne vidi un’altra al cimitero, seduta su una sedia pieghevole, immobile per ore accanto alla tomba del marito. L’unica compagnia che le restava. Il comunismo finito aveva lasciato desolazione e solitudine. La ex Karl Marx Stadt sembrava un campo sassoso e abbandonato. Voglia di andarsene in fretta: con sollievo, tornare in Occidente.

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