1966/1967 - Due natali

Da un Natale 1966 “miracoloso” alla morte di Lucetta e al 25 dicembre 1967: un Natale vuoto, di assenze e dolore.
January 27, 2026
Il Natale del 1966 a casa nostra fu straordinario. La malattia di mia sorella quattordicenne sembrava in remissione. Niente metastasi. Tornò dall’ospedale. In due giorni mia madre, non so come, riempì la casa di luci e di stelle, e allestì un albero gigante accanto al presepe. Non so davvero come riuscì a impacchettare tutti quei regali per noi tre bambini. Le carte d’oro lampeggiavano quella notte davanti ai miei occhi sbalorditi. Avevo 8 anni. Un miracolo. Lucetta era guarita. Ma a gennaio, in una grigia Epifania, la verità. Era stata solo una tregua.
Lei morì a marzo. Il Natale dell’anno dopo, mi è indimenticabile. Mio padre lontano, fuggito nel lavoro. Mio fratello, ormai all’università e fuori casa, mi portò un cofanetto di caramelle e se ne andò in fretta. Mia madre sedeva immobile e pallida al tavolo della sala, apparecchiato a festa. Ma nei piatti non c’era niente. Il mio regalo era una bambola che alla vigilia la mamma mi aveva mandato sotto casa a comprarmi, da sola. Io mi vergognavo a dire al negoziante che mi compravo il regalo da me, e dissi che era per un’amica. Era un Cicciobello che piangeva con una vocetta acuta. Quel pianto meccanico, freddo, nel silenzio di una mattina incolore, lo sento ancora. Il miracolo tradito, e il vuoto attorno. 25 dicembre 1967, un incenerito Natale.

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