Vogliamo raccontarvi il clima che cambia e come custodire il futuro

Si chiama "Effetto Terra" la nostra nuova rubrica sociale: un appuntamento settimanale dedicato al cambiamento climatico, all’ambiente, all’ecologia e alla sostenibilità
January 8, 2026
Vogliamo raccontarvi il clima che cambia e come custodire il futuro
Il ghiacciaio del Monte Bianco
Effetto Terra. Questo è il nome che abbiamo scelto per la nostra nuova rubrica sociale: un appuntamento settimanale dedicato al cambiamento climatico, all’ambiente, all’ecologia e alla sostenibilità. Temi che “Avvenire” ha sempre avuto a cuore e su cui vogliamo mantenere l’attenzione costante per meglio informare il dialogo sul futuro del nostro pianeta. Ogni mercoledì, a partire da oggi, proporremo approfondimenti sulla comprensione “tecnica” del clima che cambia. Aiuteremo i nostri lettori a leggere tra le righe delle statistiche e delle pubblicazioni scientifiche più autorevoli per dare spessore quantitativo ed evidenza numerica alla diagnosi sullo stato di salute del mondo. È ancora necessario? Sì, rispondiamo, perché sono i numeri che rendono la portata dell’urgenza. Facciamo qualche esempio. La fioritura dicembrina delle margherite e dei fiori di tarassaco nelle campagne del Berkishire, nel Regno Unito, non è una bizzarria della natura ma un effetto legato all’aumento delle temperature. Grave perché le specie di fiori, piante e alberi che stanno già sbocciando Oltremanica sono 310 contro le 10 che la Società Botanica di Inghilterra e Irlanda aveva in calendario per questo periodo dell’anno. Dagli anni ’90 ad oggi, questo è un altro esempio, il numero delle morti causate dalle ondate di calore nel mondo, i dati sono dell’University College London e Organizzazione Mondiale della Sanità, sono cresciute del 63%, percentuale che porta la media annua a 546mila decessi.
Vogliamo raccontare il clima che cambia esplorando anche il modo in cui questo fenomeno, in Italia e all’estero, può modificare le nostre vite e le nostre società (o già lo ha fatto): l’accesso al cibo, all’acqua, alla casa, ai servizi sanitari, al risparmio, ai viaggi, alla tecnologia e allo sport. Vogliamo provare a capire cosa, di meglio, può fare la politica nazionale e internazionale per creare società più resilienti agli effetti del climate change, più predisposte alla tutela del pianeta, più attente alla sopravvivenza e al benessere dei popoli che lo abitano. Vogliamo infine condividere con i nostri lettori le storie di chi, con ingegno e coraggio, per necessità, paura o lungimiranza, si adopera come può per costruire un mondo più sano, pulito e vivibile. Di chi denuncia gli interessi delle multinazionali che ostacolano la transizione ecologica, di chi resiste alla deforestazione scellerata, di chi protesta contro “Big Oil”.
Daremo voce agli “eroi” del clima come gli scienziati inviati nella foresta del Congo a misurare il respiro di ogni singolo albero per poterlo curare o come gli avvocati del Blue Ocean Law che assistono i Paesi del Pacifico nelle cause intentate a tutela degli ecosistemi marini. La sfida è proporre modelli in grado di ispirare un approccio alla natura e all’ambiente, così raccomandava papa Francesco, nella lettera enciclica Laudato si’, non fondato «sul consumismo, sulla dominazione o sullo sfruttamento delle risorse naturali» ma sulla cura della casa comune, tenendo sempre aperta (se non spalancata) la finestra «della bellezza nella nostra relazione con il creato».
Angela Napoletano, Lucia Capuzzi, Daniela Fassini, Chiara Vitali

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