Firenze è la prima città italiana a vietare le pubblicità dei fossili

Auto inquinanti, voli aerei (a breve raggio) e navi da crociera sono vietati negli spazi pubblici e in prossimità di luoghi sensibili (ospedali, scuole e parrocchie)
May 7, 2026
Primo stop alle pubblicità fossili in Italia. «Firenze fa la storia» esultano gli ambientalisti.  La pubblicità dei combustibili fossili viene vietata alla stregua  di quella per il tabacco. Entrambe cioè nuociono alla salute dei cittadini. Come già decine di città sparse nel mondo, in Italia, è Firenze il primo grande centro urbano a vietare la pubblicità sui combustibili fossili. Stop ai messaggi che invitano ad acquistare le auto che utilizzano la benzina, a scegliere viaggi con navi da crociere o voli aerei a breve raggio - entro le due ore - che in alternativa possono essere sostituiti dai treni. Il provvedimento punta a ridurre le emissioni climalteranti e disincentivare comportamenti dannosi per il clima, allineandosi a iniziative europee e mondiali. A fine febbraio il consiglio comunale del capoluogo toscano ha approvato la delibera che indica di adottare il divieto di pubblicità di benzina, gas, auto inquinanti, aerei e navi da crociera negli spazi pubblici e nelle aree sensibili, come le fermate dei mezzi pubblici, gestiti dal Comune, e nelle immediate vicinanze di scuole, ospedali e oratori. La delibera è stata approvata con 18 voti favorevoli e 3 voti contrari. «Approvando questa mozione, Firenze sceglie di guidare l'Italia in un necessario cambiamento culturale e simbolico per affrontare la crisi climatica», ha dichiarato il consigliere comunale di Firenze Giovanni Graziani. «Non desideriamo giudicare o condannare le scelte individuali, ma piuttosto ridurre l'esposizione collettiva a modelli di consumo basati sui combustibili fossili che danneggiano l'ambiente e la salute. Questo è un atto di responsabilità verso i nostri cittadini e verso gli impegni che Firenze ha preso per raggiungere la neutralità climatica entro il 2030» ha aggiunto Graziani.
Esulta l’associazione “Cittadini sostenibili”. «L’approvazione di questa mozione segna una svolta storica nelle politiche climatiche urbane del Paese. Allinea il capoluogo toscano alle oltre 50 città che nel mondo hanno già introdotto restrizioni simili per eliminare gradualmente le fonti fossili, tra cui metropoli come Sydney, Edimburgo e numerosi comuni olandesi – scrive l'associazione sui social - La mozione n. 2025/00610, presentata da tre consiglieri di Avs (Giovanni Graziani, Caterina Arciprete, Vincenzo Maria Pizzo) e da un consigliere del Pd (Enrico Ricci), già approvata nel giugno 2025 dalla Commissione Sviluppo Economico, impegna la Sindaca e la Giunta ad adottare le misure necessarie per introdurre il divieto negli spazi pubblici e privati. Questo include luoghi sensibili come fermate di bus e tramvia. La proposta riguarda prodotti e servizi ad alta impronta di carbonio: derivati del petrolio, veicoli con motore a combustione, voli aerei, navi da crociera e ogni servizio direttamente correlato all’industria fossile (cioè a gas, petrolio e carbone)».
«La decisione di Firenze è storica e spero trovi eco in molte altre città. Come psicologo, so bene come la pubblicità possa normalizzare comportamenti dannosi: in passato era normale che medici raccomandassero le sigarette; solo con i divieti l’opinione pubblica è cambiata. Il voto di Firenze è una vittoria per il clima e la salute» dichiara Andrea Sbarbaro, Presidente di Cittadini Sostenibili.
Gli ambientalisti non hanno dubbi: più pubblicità fossile significa più consumo di combustibili fossili. Ciò porta a un aumento delle emissioni di gas serra e a danni irreversibili al clima. Per questo è importante che i Comuni adottino un divieto alla pubblicità fossile negli spazi pubblici come fermate dell'autobus, cartellonistica stradale ed edifici. La scienza è chiara. Gli scienziati concordano: vietare la pubblicità fossile può favorire comportamenti più sostenibili e restituire lo spazio pubblico alle imprese locali e sostenibili. «Per mitigare i cambiamenti climatici pericolosi non dobbiamo puntare solo sulle soluzioni tecnologiche, ma anche sul cambiamento dei comportamenti. Secondo l'IPCC (il rapporto di valutazione del cambiamento climatico), il 40-70% degli obiettivi di riduzione delle emissioni al 2050 dipende dai cambiamenti comportamentali che adottiamo oggi.

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