Denti

Il bisogno di Dio attraversa il creato e il cuore umano come un pigolio nascosto: una preghiera povera, istintiva, che sale verso il cielo anche tra paure, desideri e frastuono.
Google preferred source
May 10, 2026
“Io ti prego, Signore, con le voci degli uccelli nascosti entro la selva (…) Innumerevoli le voci degli uccelli in quest’ora del giorno; e tutte formano una sola, che invoca Dio Dio Dio”, amo molto “Preghiera vespertina” di Ada Negri, mi commuove sempre quel suo pigolio di preghiera, quel nome “Dio” ripetuto tre volte come provenisse dal nido delle nostre fami nascoste, dal ramo dei nostri desideri inespressi, dalla selva delle nostre paure. Pigolare il nome di Dio, senza nemmeno bisogno di dare forma di pensiero al desiderio profondo, gemiti inesprimibili.
Avere un cuore profondo capace di percepire il pigolio del bisogno di Dio anche nel frastuono delle nostre città, avere la finezza profonda di chi sa accogliere il bisogno spesso nascosto dietro le nostre rabbie e le nostre chiusure. Un becco, corpo animale, che prova a ferire il cielo per implorarne risposte, un becco che, poco più avanti, diventa denti, denti di un monte rivolti al cielo: “di là dal bosco nitida si stende la mia terra lombarda insino ai denti del Resegone”, immagini che mi inducono sempre ad alzare il mio volto verso l’alto, come fossi un passero o un monte o un bimbo, svezzato in braccio a sua madre, sollevare al cielo le mie labbra e i miei denti per pigolare il mio bisogno di Lui, per provare a farmi allattare ancora dall’Invisibile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA