Viscere luminose
Le opere trasparenti di Chen Zhen diventano lo spunto per una meditazione sul corpo: fragile come cristallo, ma abitato da una vocazione alla luce, alla Trasfigurazione, alla vita eterna.
Ricordo come fosse oggi l’epifania provata di fronte alle opere dell’artista cinese Chen Zen in una mostra di tanti anni fa a Milano. Ricordo come fosse oggi il mio stupore, la commozione davanti a Crystal Landscape of Inner Body, non ricordavo il titolo dell’opera, l’ho ritrovata in internet sul sito kainowska.com che illumina quest’opera commentando “Viscere umane fatte di cristallo, organi liberati dalla carne, divenuti pura luce”. Sì, perché su quei tavoli c’erano proprio delle sculture leggere e trasparenti raffiguranti i nostri organi interni.
Chen Zen era malato, Chen Zen è morto giovane, forse proprio il senso della preziosità e della fragilità del suo corpo l’ha portato a questa creazione. Preziosi come cristallo ma anche pronti a trasformarci in luce, questo siamo noi, una specie di destino alla trasfigurazione inscritto fino alla parte più interna di noi, viscerale appunto. Lo so che il retroterra culturale dell’artista cinese è molto diverso e che la sua poetica sottintende altre interpretazioni ma a me, occidentale, quella luminosità e trasparenza usata per i nostri organi interni è sembrata da subito un inno alla Trasfigurazione. Il nostro corpo simboleggiato in quelle opere leggere e luminose e fragili narra che noi non siamo nati per morire ma per venire alla luce, cioè per nascere, finalmente, all’eterna Luce.
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