L’essenza che rimane: la tenacia di M. e il profumo persistente degli agrumi

M. ci ha mostrato che si può "vedere" l'altro con una nitidezza sorprendente anche senza la vista, quando ci si affida a un ascolto partecipe e accogliente
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October 8, 2026
L’essenza che rimane: la tenacia di M. e il profumo persistente degli agrumi
/ ICP
C’è una caratteristica unica che appartiene alla famiglia degli agrumi: quando si sbuccia un limone, un’arancia o un bergamotto, l’olio essenziale racchiuso nella scorza si sprigiona con forza immediata, impregnando le mani e riempiendo l’aria circostante. Ma la vera forza dell’agrume sta nella sua persistenza: anche molto tempo dopo, quel profumo denso e quel sapore vivace continuano a rimanere impressi, resistendo al tempo e lasciando una traccia inconfondibile. Questa metafora profumata si è fatta presenza e volto nei giorni scorsi, quando la nostra comunità ha accolto in pellegrinaggio ad Assisi una donna straordinaria di nome M.
M. è non vedente dalla nascita. Se gli occhi del corpo non le hanno mai permesso di contemplare i colori del creato, il suo cuore ha sviluppato un’attitudine rara e profonda: l’arte dell’ascolto. È stato infatti attraverso il solo ascolto del nostro programma televisivo che M. ci ha incontrate, superando ogni distanza geografica. Giorno dopo giorno, le voci, le riflessioni e le preghiere sono diventate per lei una presenza quotidiana, un modo per "stare in compagnia" con la nostra famiglia monastica e sentirsi parte di una casa comune. É venuta a trascorrere con noi il tempo della preghiera, scoprendo ne il valore più profondo della liturgia, e al suo valore educativo per la comunità. Celebrare insieme richiede che corpo, mente e spirito di ciascuno siano sincronici: ci si alza, ci si china e si fa silenzio insieme, imparando a modulare la propria voce sulla coralità di chi sta accanto.
La storia di M. è una testimonianza luminosa di tenacia e determinazione. La cecità non è mai stata per lei un limite invalicabile o un motivo per fermarsi di fronte alle salite della vita; al contrario, ha coltivato una forza interiore che richiama proprio la persistenza dell’agrume. Come l’essenza di un limone che non si disperde ma penetra in profondità, così la determinazione di M. le ha dato il coraggio di mettersi in viaggio, di farsi pellegrina e di raggiungere Assisi per dare un abbraccio reale a quel legame nato nell’invisibile.
Incontrarla è stato per noi un insegnamento vivente sul significato della prima parola della Regola di San Benedetto: "Ascolta". M. ci ha mostrato che si può "vedere" l'altro con una nitidezza sorprendente anche senza la vista, quando ci si affida a un ascolto partecipe e accogliente. La sua presenza tra noi ha portato la fragranza di una fede salda, capace di trasformare la solitudine in una relazione di prossimità autentica e generativa.
M. ci ha lasciato il sapore denso della sua storia e un profumo di speranza che continua ad abitare i nostri chiostri. Ci ha ricordato che, quando la vita presenta ostacoli apparentemente insormontabili, la vera forza sta nel non fermarsi, custodendo nell'anima quell'essenza profonda che niente e nessuno può scalfire.

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