Il sapore della memoria e la tavola dell’alleanza: le ricette del ’700 dei ragazzi del "Vasari"
Giovani e anziani attorno ai piatti, in quella "piazza di persone" e quella "comunità integrata" dove nessuno è estraneo e dove la diversità non separa, ma arricchisce

C’è una forza generativa nel rispolverare le pagine del passato, un’arte sottile che ricorda il gesto di chi recupera un ricettario antico per restituirgli vita, profumo e nutrimento nel presente. La memoria, infatti, non è una teca di vetro in cui custodire ricordi polverosi, ma un ingrediente vivo, una farina buona che attende solo mani giovani e sapienti capaci di impastarla con la vita di oggi. Questa parabola della memoria che si fa mensa si è incarnata lo scorso 22 ottobre presso l’Istituto Alberghiero "G. Vasari" di Figline Valdarno, dove insieme a Sr. Eleonora abbiamo vissuto una giornata straordinaria, nata dalla preziosa sinergia con Fidapa grazie all'impegno di Monica Gobbi, insieme alla dirigenza e ai docenti dell'istituto. Protagonisti assoluti di questa festa dell'incontro sono stati i ragazzi della scuola. Dopo un attento e appassionato percorso di studio condotto con i loro professori, questi giovani hanno riportato alla luce e cucinato le antiche ricette del Settecento contenute nel nostro libro. Guardarli muoversi tra i fornelli con dedizione e rispetto per la storia è stato come assistere a una liturgia della cura: trasformare ingredienti d'altri tempi in piatti caldi e accoglienti è la dimostrazione che la cultura e la tradizione diventano davvero feconde solo quando si traducono in servizio e accoglienza per l'altro.
La bellezza di questa giornata non si è fermata tra i banchi di scuola. Gli stessi studenti si sono fatti per noi guide speciali attraverso le vie di Figline Valdarno, mostrandoci con orgoglio e sensibilità la bellezza della loro città e i suoi tesori d'arte. Durante il tragitto, insieme ai ragazzi, abbiamo fatto tappa a "Casa Martelli", un'amorevole residenza per anziani, dove gli sguardi dei giovani hanno incrociato la fragilità e la saggezza dei nonni, creando un ponte invisibile ma fortissimo tra generazioni. È stato il preludio perfetto al pranzo principale, attorno al quale sono stati invitati e accolti i residenti e gli ospiti di una struttura per persone con disabilità. Rivelare il Vangelo attraverso la mensa significa proprio questo: mettere allo stesso tavolo la giovinezza e la vecchiaia, la competenza e la fragilità, l'arte e il servizio.
Attorno ai piatti del Settecento preparati dai ragazzi si è realizzata quella "piazza di persone" e quella "comunità integrata" dove nessuno è estraneo e dove la diversità non separa, ma arricchisce. Gli studenti del Vasari ci hanno insegnato che cucinare è un atto di pace e di riconciliazione con il tempo, e che la vera bellezza di una città non risiede solo nelle sue opere d'arte, ma nella capacità della sua gente di "andare al passo del più lento", spalancando le porte della festa a chiunque. Grazie ai ragazzi, ai loro professori, al dirigente, a Monica Gobbi e a Fidapa per averci mostrato che, quando il passato viene studiato con amore e donato con generosità ai più fragili, l'ordinario diventa straordinario e la storia continua a profumare di speranza e di futuro.
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