Vedove ed orfani, arriva una proposta di legge per tutelarli
Presentato alla Camera un testo che mira a colmare i vuoti nel sistema degli aiuti. Tra le misure un contributo statale di 1500 euro all'anno per ofano, l'esclusione dal reddito Irpef della pensione di reversibilità e il 20% in più nell'assegno unico

Rafforzare le tutele sociali, fiscali ed economiche per gli orfani e le famiglie vedove colpite dalla perdita prematura di un coniuge o di un genitore. È questo l'obiettivo della proposta di legge ''disposizioni in materia di tutela dei figli orfani e delle famiglie vedove'', presentata alla Camera dall'associazione una buona idea-FaVOr, con gli interventi, tra gli altri, dei deputati Gian Antonio Girelli e Grazia Di Maggio e dell'avvocato Domenico Menorello, presidente del network ''Ditelo sui Tetti''. Tra le misure previste c’è un contributo statale di 1.500 euro annui per ciascun figlio orfano, esente da tasse e neutro ai fini Isee, l'esclusione dal reddito imponibile Irpef della pensione indiretta di reversibilità destinata ai figli e una maggiorazione del 20% dell'Assegno unico universale. Il testo propone inoltre un percorso gratuito e continuativo di assistenza psicologica per i minori e il genitore superstite per almeno cinque anni dal lutto, oltre a interventi sul calcolo dell'Isee, sulla contribuzione figurativa e sull'accesso al pensionamento anticipato per il genitore rimasto solo.
Tutte misure intendono colmare i vuoti normativi che interessano le famiglie vedove e gli orfani, superare le disparità di trattamento e promuovere un sistema di tutele più adeguato alle difficoltà che possono seguire la perdita prematura di un coniuge o di un genitore. Ogni anno in Italia, infatti, si registrano oltre 67.500 decessi nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 64 anni, una fase della vita in cui molte persone sono ancora impegnate nell’attività lavorativa e nel sostentamento dei propri figli. Nella fascia tra 0 e 54 anni si contano oltre 27.300 decessi all’anno, considerando anche la fascia tra i 55 e i 59 anni, si rileva che circa 35.000-40.000 famiglie possano essere colpite ogni anno dalla perdita prematura di un coniuge e genitore. Ampliando lo sguardo alla popolazione fino ai 64 anni, limite oltre il quale si accede alle tutele pensionistiche dirette, i decessi superano quota 69.000 all’anno.
Numeri che restituiscono una realtà che non può essere considerata marginale. Dietro ogni dato ci sono famiglie chiamate ad affrontare un cambiamento improvviso, con conseguenze sul reddito, sulla crescita dei figli, sull’organizzazione della vita quotidiana e sull’accesso alle prestazioni sociali. Eppure, quanti sono gli orfani in Italia? «Nessun dato ufficiale lo dice. Come confermato dall’Istat, nel nostro Paese non esistono rilevazioni specifiche sul numero degli orfani. È una lacuna che rende difficile conoscere pienamente la dimensione del fenomeno e riconoscere i bisogni di queste famiglie. Dare loro visibilità è il primo passo per costruire tutele adeguate», ha spiegato Sabrina Sagace, presidente dell’associazione Una Buona Idea – FaVOr.
La legge intende sistemare tutte le contraddizioni del mondo delle tutele per chi perde un conuige o un genitore. «Quando una famiglia perde prematuramente uno dei genitori, al dolore non possono aggiungersi le penalizzazioni prodotte da norme che dovrebbero invece garantire protezione - ha aggiunto Gian Antonio Girelli, componente della XII commissione Affari sociali della Camera - La perdita di una persona cara non deve tradursi anche nella perdita di diritti e opportunità, soprattutto per i figli».
La proposta in dettaglio
La proposta di legge mira a introdurre una definizione normativa della famiglia vedova colpita da morte precoce, individuando una condizione di particolare vulnerabilità meritevole di specifiche tutele nell’accesso ai servizi e alle misure abitative e sociali. Il testo prevede inoltre l’istituzione di uno status generale di orfano ai fini assistenziali, con l’obiettivo di superare la frammentazione delle tutele esistenti, e propone l’inserimento nei Livelli essenziali delle prestazioni di un percorso gratuito e continuativo di assistenza psicologica per i minori e la famiglia superstite per almeno cinque anni dal lutto.
Sul piano economico e fiscale, la proposta contempla l’esclusione dal reddito imponibile Irpef della pensione indiretta di reversibilità destinata ai figli e l’introduzione di un contributo statale di 1.500 euro annui per ciascun figlio orfano, esente da tasse e neutro ai fini Isee. Per il genitore superstite sono previste misure di neutralizzazione fiscale degli effetti del cumulo tra reddito da lavoro e pensione di reversibilità, forme di accredito di contribuzione figurativa e agevolazioni per l’accesso al pensionamento anticipato, tenendo conto del carico di cura sostenuto da un unico genitore. Il testo propone anche una maggiorazione del 20% dell’assegno unico universale per i figli orfani e l’esclusione dal calcolo dell’Isee dei beni mobili e immobili sottoposti a vincolo del giudice tutelare.
«La perdita prematura di un genitore porta con sé, oltre al dolore, conseguenze economiche e responsabilità quotidiane che spesso restano poco visibili nel dibattito pubblico – ha sottolineato poi Grazia Di Maggio, componente della Commissione per l'infanzia e l'adolescenza - Riconoscere il valore della famiglia significa anche avere consapevolezza di queste fragilità». A sostegno dell’iniziativa anche Domenico Menorello, presidente del Network “Ditelo sui Tetti”: «Come associazioni aderenti al network “Ditelo sui Tetti”, siamo tutti vicini agli amici che oggi presentano il disegno di legge sulle famiglie vedove, per riparare ingiustizie evidentemente inaccettabili. Per questo, abbiamo anche noi proposto un intervento immediato nella legge di bilancio, affinché la pensione di reversibilità non sia considerata fiscalmente rilevante».
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