Nell'antica Grecia i maestri di musica guadagnavano più di tutti. E a scuola andavano anche le ragazze
Dalle iscrizioni di Teos, antico centro ionico, emerge un sistema educativo sorprendentemente moderno, con stipendi fissati per legge, esami formali e lezioni aperte a bambini e bambine

Duemiladuecento anni fa, in una città greca affacciata sull’Egeo, insegnare musica era il mestiere più redditizio della scuola. Lo raccontano le iscrizioni di Teos, antico centro ionico vicino all’odierna Seferihisar, nella provincia di Smirne, in Turchia. Ne emerge un sistema educativo sorprendentemente moderno, con stipendi fissati per legge, esami formali e lezioni aperte a bambini e bambine.
Il benefattore
Tutto nasce dalla generosità di un cittadino ricco, Polythrous, figlio di Onesimo. Intorno al 200 a.C. donò alla città 34.000 dracme per istituire una fondazione destinata a pagare l’istruzione dei figli dei cittadini liberi. Il decreto che ne regola l’amministrazione è arrivato fino a noi e stabilisce con precisione compiti e compensi. Ogni anno andavano eletti tre maestri elementari, incaricati di istruire sia i maschi sia le femmine e un sovrintendente di almeno quarant’anni vigilava sul funzionamento della scuola. Il capitale non doveva restare fermo: era previsto che venisse dato in prestito e i tesorieri che non lo facevano rischiavano una multa. Gli interessi finanziavano gli stipendi.
La classifica degli stipendi
La parte più curiosa riguarda i compensi. Secondo il resoconto del progetto archeologico sul Ginnasio di Polythrous, il maestro di musica riceveva 700 dracme l’anno, mentre i tre insegnanti di lettura, scrittura e letteratura ne prendevano tra 500 e 600. Ciascuno dei due istruttori di atletica ne guadagnava 500. Il direttore degli scavi, Musa Kadıoğlu dell’Università di Ankara, spiega che i più pagati erano gli insegnanti di strumenti a corda, segno del valore che la città attribuiva alla formazione musicale. Le iscrizioni però non dicono perché la musica fosse la materia meglio retribuita. Una pista l’offre lo studioso Sylvain Perrot: secondo lui questi insegnanti potevano appartenere ai tekhnitai, gli artisti dionisiaci stabiliti a Teos, professionisti di alto livello e di condizione economica elevata. È una lettura che si lega bene a un’altra caratteristica della città, ancora oggi ricordata per aver ospitato un’importante associazione di questi artisti. Gli insegnanti non erano semplici esecutori. Secondo Kadıoğlu partecipavano alle decisioni sulle materie da insegnare e in caso di disaccordo interveniva l’amministratore.

Ragazze a scuola
Sul fronte dell’inclusione, Teos non era un caso isolato. Le testimonianze epigrafiche mostrano che alcune città dell’Asia Minore, soprattutto in Ionia ed Eolide, avevano raccolto l’eredità educativa di Saffo. A Teos, in particolare, i maestri insegnavano a ragazzi e ragazze. Il programma comprendeva lettura, scrittura, grammatica, letteratura e musica, oltre a educazione fisica ed esercizi militari. Le iscrizioni non dicono però che ogni studente seguisse lo stesso percorso.
Gli esami nel palazzo del consiglio
Alla fine dell’anno gli studenti venivano valutati. Le prove di musica e delle materie accademiche si tenevano nel bouleuterion, l’edificio del consiglio cittadino, mentre gli esami di educazione fisica e addestramento militare si svolgevano probabilmente nel ginnasio, a nord. Il bouleuterion, che poteva ospitare circa 800 persone su 17 file di posti, non era dunque soltanto un luogo di politica: vi si tenevano assemblee e anche esami scolastici. Quando nel 2010 ripresero gli scavi sistematici, della struttura affioravano appena poche file di sedili. Oggi gran parte dell’edificio è tornata alla luce e i lavori di restauro, avanzati molto nel 2026, permettono di nuovo di ospitarvi attività culturali. Il progetto è condotto dal Ministero della Cultura e del Turismo turco e dall’Università di Ankara, con il sostegno del Comune metropolitano di Smirne.
Tredici nuove iscrizioni
La campagna di ricerche del 2026 ha riservato un’altra sorpresa. Attorno al Tempio di Roma e Augusto sono emerse nuove basi monumentali e blocchi architettonici riutilizzati nelle fondamenta di una piazza lastricata. Su questi blocchi gli archeologi hanno individuato tredici iscrizioni che gettano luce sui rapporti politici e sociali della città, tra cui anche note circa i compensi ai maestri. Una nomina Parmenione, uno dei più importanti generali di Alessandro Magno. Altre riguardano giudici chiamati da Mileto, Smirne e Mitilene per aiutare a risolvere le controversie pubbliche di Teos, una pratica diffusa tra le città greche. I teii onoravano sia i giudici ospiti sia le comunità che li avevano inviati, in segno di cooperazione diplomatica e giuridica tra città vicine. Restano invece senza nome i personaggi un tempo celebrati dalle statue che stavano sulle nuove basi.

Una città di artisti
Teos era una delle dodici città ioniche e prosperò grazie al commercio e alla vita artistica, favorita da due porti. Fu la patria del poeta lirico Anacreonte e in seguito la sede di una potente associazione di artisti dionisiaci. In questa luce, il primato dei maestri di musica appare quasi naturale.
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