Transizione 5.0, Urso difende le imprese. Orsini soddisfatto
Trovata l'intesa: gli 1,5 miliardi di fondi consentono di portare il credito d'imposta dal 35% del decreto di venerdì al 90% per gli investimenti del piano e al 100% sui pannelli fotovoltaici

Un tavolo iniziato intorno alle 11.40 per risolvere la grana del taglio dei fondi alla Transizione 5.0. All'incontro hanno partecipato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione Tommaso Foti e il viceministro dell’Economia Maurizio Leo. Oltre ai rappresentanti delle aziende. Trovato un accordo sul ripristino delle risorse e un’aggiunta - 200 milioni di euro - da dare alle imprese. Ampliati i fondi per i cosiddetti “esodati” del piano sull'innovazione e la transizione energetica. Lo ha annunciato Urso al tavolo con le associazioni datoriali, a cui erano stati ridotti gli stanziamenti destinati con il decreto fiscale di venerdì scorso. In totale, si tratterà di 1,5 miliardi di euro. Sono 200 milioni di euro in più rispetto a quelli previsti dall’ultima legge di Bilancio. Infatti, in Manovra erano stati aggiunti 1,3 miliardi di euro con un emendamento del governo. Sono destinati a quelle imprese che avevano chiesto il credito d’imposta per beni strumentali e non nel periodo di tempo in cui le risorse stanziate erano già terminate (cioè dal 7 al 27 novembre 2025). L’allarme per le imprese, però, era arrivato venerdì scorso con il Consiglio dei ministri. Quei fondi erano stati trasformati in 537 milioni di euro.
«In questi giorni, in queste ore, abbiamo fatto il massimo sforzo possibile. Abbiamo lavorato in piena sintonia tra ministeri per offrirvi una ipotesi di lavoro che, oltre a confermare integralmente gli 1,3 miliardi in più alle imprese che hanno investito in digitalizzazione ed efficientamento energetico con Transizione 5.0, incrementa le risorse a loro disposizione di ulteriori 200 milioni», ha affermato Urso. Risorse , queste, che «si aggiungono a quelle già a disposizione della misura, per un totale complessivo di oltre quattro miliardi di euro». E ha poi ricordato che con il decreto fiscale è stato anche rimosso il vincolo del made in Europe, «ampliando la platea dei prodotti incentivati e aumentato la dotazione della Nuova Transizione 5.0, di durata triennale e basata sull'iperammortamento, di ulteriori 1,4 miliardi di euro, da 8,4 a 9,8 miliardi. Nel complesso Transizione 5.0, nella versione appena conclusa col credito d'imposta e in quella nuova con l'iperammortamento, può contare su una dotazione di circa 14 miliardi». Le risorse per Transizione 5.0 arrivano «da un po' di sacrifici», ha aggiunto Foti. Per Leo «arrivano dalle previsioni che avevamo fatto. Abbiamo risolto il problema».
Al termine dell’incontro hanno parlato anche i rappresentanti degli imprenditori, esprimendo soddisfazione. «Nessuna sorpresa» sull’esito del tavolo secondo il presidente di Confindustria Emanuele Orsini , che ha manifestato «apprezzamento per il fatto che in un contesto geopolitico così difficile e di instabilità si riconosca il sostegno alle imprese. Un apprezzamento oggi per il tavolo, apprezzamento devo dire anche per il ministro Urso per la difesa dell’industria. Mantenere 1,3 miliardi che era stato postato, più un’aggiunta di 200 milioni, vuol dire portare dal 35% del decreto di venerdì al 90% e il 100% sui pannelli fotovoltaici. Questo vuol dire che comunque l’impresa deve essere sostenuta e non si poteva fare altro. Questa era la via giusta perché comunque credo che gli imprenditori che si fidano delle istituzioni così continuano a fidare delle istituzioni». Orsini ha aggiunto di aver chiesto, assieme alle altre associazioni, «rassicurazioni sull’iperammortamento. Uscirà il decreto attuativo, dovrebbe essere operativo penso nei primi dieci giorni di maggio. È importante dare fiducia perché i nostri imprenditori stanno aspettando per investire, quindi prima si fa meglio è».
«È stato un tavolo positivo - ha detto il presidente di Confesercenti Nico Gronchi -. Il governo ha messo sul tavolo nuove risorse che hanno portato al 100% la copertura complessiva di Transizione 5.0 e rilanciato sull’iperammortamento». «Il governo - ha dichiarato il segretario generale di Confcommercio Marco Barbieri - ha apprezzato e ha accolto la manifestazione esposta da tutte le imprese, ha rimesso al centro le imprese e le imprese possono godere di quanto effettivamente era stato loro promesso. Con questo incontro si ritorna per la prima volta a un confronto con la rappresentanza vera, imprenditoriale di questo Paese. Il governo ha capito che non è opportuno convocare 50 o 60 organizzazioni, ma bisogna convocare quelle maggiormente rappresentative. In questo modo con il confronto le soluzioni si trovano». «Accogliamo con favore la conferma dei 1,3 miliardi e l'incremento di 200 milioni per la Transizione 5.0 annunciato oggi dal ministro Urso. Esprimiamo soddisfazione anche per l'aumento dell'iperammortamento - ha concluso Flavio Lorenzin, vicepresidente di Confimi Industria -. Il sistema produttivo ha dimostrato responsabilità lo scorso novembre per salvaguardare il finanziamento del Pnrr, oggi il Mimit, il Mef e il ministero per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione hanno riconosciuto il valore delle nostre azioni a conferma che le regole non si cambiano in corsa: le imprese devono avere certezze nei rapporti con lo Stato».
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