Meloni difende Delmastro: doveva stare più attento ma non si deve dimettere
di Matteo Marcelli e Marco Iasevoli (da Buxelles)
Le opposizioni chiedono che il sottosegretario alla Giustizia faccia un passo indietro per la società che stipulò con la figlia di un condannato come prestanome della camorra.

Da Bruxelles, la presidente del Consiglio esprime per la prima volta la sua posizione sul caso del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, attaccato dalle opposizioni per la società che aveva costituito con la figlia di un uomo condannato in quanto prestanome della camorra. La premier si scaglia contro la segretaria del Pd Elly Schlein, rea di aver creduto ad articoli di giornale che la ritenevano informata da un mese della vicenda. «Io l'ho appreso dai giornali in questi giorni, che io lo sapessi già è una fake news», ha detto Meloni visibilmente innervosita. Nel merito, prosegue la presidente del Consiglio, Delmastro «aveva delle quote in un ristorante con soci incensurati, ha venduto quelle quote quando ha saputo che il padre di uno dei soci aveva problemi con la giustizia. Quello che si può dire al sottosegretario è che doveva essere più accorto ma da qui a segnalare una contiguità con ambienti criminali ce ne passa, lui vive sotto scorta...». E alle opposizioni che chiedono le dimissioni? «Le chiedono anche a me ogni giorno...».
Socio a sua insaputa della figlia 18enne di un prestanome del clan Senese, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro nega ogni responsabilità nella vicenda che sta scuotendo l’esecutivo alla vigilia del voto referendario. Scomoda addirittura Peppino Impastato, spiegando che per lui «la mafia è una montagna di m...» e che la sua vita, il suo livello di scorta e «le tante, tantissime indicazioni di attentati e di tentativi di aggressione subiti» lo testimoniano. Intanto, però, gli atti dell'inchiesta sugli affari della famiglia Senese, in qualche modo riconducibile alla società di cui il sottosegretario ha fatto parte, sono già arrivati in commissione Antimafia. E sembra che la prossima settimana l’ufficio di presidenza valuterà le richieste delle opposizioni per un'audizione dello stesso Delmastro.
La faccenda, scoperchiata dal Fatto quotidiano, riguarda la società “Le 5 Forchette Srl”, con sede legale in via Tuscolana, feudo capitolino dei Senese, ma costituita a Biella nel 2024, quindi quando Delmastro era già da tempo al Governo. Miriam Caroccia, figlia di Mauro (condannato per intestazione fittizia), ne deteneva una quota pari al 25% ed era l’amministratrice unica nonostante fosse appena maggiorenne. Sempre secondo il Fatto, tra i soci c’erano anche Elena Chiorino, vicepresidente della Regione Piemonte, Cristiano Franceschini, segretario provinciale di FdI, e Davide Eugenio Zappalà, consigliere FdI in Regione. Oltre ovviamente a Delmastro, che deteneva il 25% delle quote. Il sottosegretario ha chiarito che la ragazza non era né imputata né indagata al momento dell’atto di costituzione della società e che «appena si è scoperto che era figlia di...» si è tolto dalla società in forza del «rigore etico e morale» che lo contraddistingue.
Naturalmente alle opposizioni la spiegazione non basta. La capogruppo dem alla Camera, Chiara Braga, parla di un «ennesimo insulto di Delmastro alla disciplina e all’onore» richiesti a un parlamentare. Giuseppe Conte invoca le dimissioni (ma questo lo fanno un po’ tutti nel centrosinistra) e attacca la riforma della Giustizia: «Il fatto che la premier possa parlare della mala giustizia e non della mala politica la dice lunga sul fatto che questa riforma serve soltanto a schermare i politici dalle inchieste». Il co-portavoce nazionale di Avs, Nicola Fratoianni, chiede lumi con una lista in 5 punti ben circostanziati: la mancata comunicazione patrimoniale di Delmastro alla Camera in merito alla società; la partecipazione a una società romana di vertici piemontesi di FdI; il fatto che un sottosegretario alla Giustizia non conoscesse le ascendenze criminali di una sua socia ne abbia fatto verifiche; la mancanza di dubbi di fronte all’età della ragazza.
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