L'attacco degli Houthi, il jet italiano e la missione Ue: ecco il nuovo “fronte” europeo in Medio Oriente

Un affondo dei ribelli yemeniti colpisce una base saudita in cui opera personale italiano. Il ministro Crosetto: nessun ferito, solo danni a un velivolo. Ma parte la sua richiesta a Bruxelles per un maggior contributo dei Ventisette al progetto "Aspides", che protegge le navi commerciali in transito nello stretto di Hormuz. Una fregata italiana già impegnata in zona. E le opposizioni chiedono al Governo di riferire in Aula sulla situazione, che richiede un voto del Parlamento.
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September 18, 2026
Navi in transito nello Stretto di Hormuz, fotografate da Musandam, nell'Oman, a fine agosto 2026/ REUTERS
Navi in transito nello Stretto di Hormuz, fotografate da Musandam, nell'Oman, a fine agosto 2026/ REUTERS
Come se non bastassero le continue fibrillazioni indotte dal conflitto in Ucraina, ora anche i riverberi della guerra in Medio Oriente iniziano a coinvolgere l’Europa. La tensione è salita l’altra notte, quando la base aerea “Re Fahd” di Ta'if in, in Arabia Saudita è stata oggetto nella notte di diversi attacchi da parte dei ribelli Houthi. Nella struttura è presente personale del nostro Paese, impegnato nell’operazione Inherent Resolve. E un velivolo F-2000 italiano, fermo in un'area decentrata della base, è stato colpito. Il ministro della Difesa Guido Crosetto si è affrettato a precisare che «non vi sono militari italiani coinvolti e non ci sono altri danni a mezzi o infrastrutture utilizzati dal nostro personale». Le opposizioni però non si accontentano della spiegazione e gli chiedono di fornire ulteriori chiarimenti sulla situazione in Parlamento. Ma andiamo con ordine.
L’attacco alla base aerea
La base attaccata sta a 70 km dalla Mecca, ha due piste, ospita militari sauditi e stranieri e diversi caccia Eurofighter Typhoon, F-15 ed elicotteri di supporto. Il contingente italiano in Arabia Saudita e Kuwait è composto da 300 militari dell’Aeronautica Militare. E la Task Force dispone di 4 velivoli Eurofighter F-2000A, uno dei quali è stato colpito durante l’offensiva lanciata dalle forze Houthi. Il movimento politico-militare yemenita - spalleggiato dall’Iran e che da 12 anni combatte contro il Governo nazionale, sostenuto dall’Arabia Saudita- oggi controlla buona parte del Nord e della costa ovest del Paese, effettuando incursioni nello stretto di Hormuz e nel Mar Rosso ai danni delle navi di passaggio. Una situazione che inquieta l’Europa e l’Italia, preoccupata dal rischio di una ulteriore crisi del traffico commerciale tra Asia e Mediterraneo e dal rallentamento dei flussi di energia e materie prime che viaggiano su quella rotta.
La missione Aspides e l’Ue
Per contenere i pericoli e limitare i danni, nel 2024 l’Ue ha lanciato la missione Aspides, con un mandato di tipo difensivo, incentrato sulla protezione dei mercantili da attacchi con droni e missili. «La presenza attiva di Aspides nella regione - ragionano fonti di Bruxelles - sta contribuendo a rendere sicura una rotta marittima di importanza cruciale». Nelle scorse ore, recependo la richiesta del mercantile italiano Jolly Oro, i vertici della missione hanno dato l’ok alla fregata Bergamini della Marina militare italiana per la scorta durante il transito dello Stretto di Bab el-Mandeb, in direzione nord. La notte scorsa, dopo aver terminato l’operazione di scorta, la fregata dovrebbe aver iniziato la fase di rientro verso l’Italia. «L’Europa sta contribuendo a proteggere il traffico marittimo dagli attacchi Houthi: dato l’aggravarsi della situazione, l’operazione Aspides ha innalzato il livello di allerta delle proprie navi, mentre prosegue le operazioni di scorta», fa sapere l’alta rappresentante Ue Kaja Kallas, ritenendo «inaccettabili gli attacchi», perché «compromettono l’economia globale» e assicurando di aver «parlato con Faisal bin Farhan, ministro degli Esteri saudita, degli sforzi diplomatici per porre fine ai combattimenti nello Yemen e ripristinare la libertà di navigazione». Proprio a Kallas, il ministro Crosetto ha inviato una lettera in cui chiede il potenziamento della missione con l'invio di navi militari di altri Paesi. L'Italia sarebbe pronta a mandare una seconda fregata, ma gli altri Stati Ue dovrebbero condividere il peso finanziario dell'operazione.
«Il ministro venga in Aula»
Nel frattempo, le opposizioni, con Pd e Avs in testa, chiedono che il ministro Crosetto riferisca al più presto in Parlamento sulla situazione. Richiesta a cui si unisce il M5s, non contrario alla protezione navale ai mercantili italiani a Bab el-Mandeb, ma su cui invoca «con la massima urgenza comunicazioni dettagliate, un dibattito approfondito e un voto in Aula».

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