Il governo Meloni è il secondo più longevo di sempre: 1.288 giorni

di Redazione romana
È al secondo posto per longevità. La premier: avanti con determinazione per completare il percorso. Resta avanti il Berlusconi bis con 1.412 giorni a Palazzo Chigi
May 2, 2026
Il governo Meloni è il secondo più longevo di sempre: 1.288 giorni
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. ANSA/ANGELO CARCONI
Sul calendario di Giorgia Meloni è cerchiata una data: 2 maggio. Oggi, con i 1.288 giorni trascorsi a Palazzo Chigi dal giuramento al Quirinale del 22 ottobre 2022, il suo governo diventerà il secondo più longevo della storia repubblicana. Superando il Berlusconi quater, di cui la stessa leader di Fratelli d'Italia fece parte come ministro della Gioventù tra il 2008 e il 2011. Era un'altra stagione politica. Il suo partito non era ancora nato e in pochi avrebbero scommesso su un'ascesa tanto rapida: da giovane promessa della destra italiana alla guida del Paese, fino a diventare nel 2022 la prima presidente del Consiglio donna nella storia d'Italia. Meloni riflette sui social. «Non lo vivo come un traguardo da festeggiare, ma come una responsabilità ancora più forte verso gli italiani», commenta il presidente del Consiglio rivolgendo il suo «grazie a chi continua a sostenerci, a credere nel nostro lavoro e nella serietà del nostro impegno». E ancora: «Andremo avanti con determinazione per completare il percorso avviato, con rispetto per il mandato ricevuto dai cittadini italiani e con una sola bussola: l'interesse nazionale». Il traguardo di oggi non basta. Nel mirino restano i 1.412 giorni del Berlusconi bis, guidato dal Cavaliere dall'11 giugno 2001 al 23 aprile 2005: l'unico vero ''quasi quinquennio'' della storia repubblicana, nato in una fase in cui il sistema bipolare sembrava funzionare e le coalizioni riuscivano a reggere senza fratture decisive. Se si allarga lo sguardo, il confronto diventa ancora più significativo.
Nella Prima Repubblica, il record apparteneva al primo governo di Bettino Craxi, che negli anni Ottanta aveva già rappresentato un'eccezione clamorosa in un sistema dominato da equilibri fragili e crisi ricorrenti. Subito dopo arriva il governo di Matteo Renzi (2014-2016), il più longevo tra quelli a guida centrosinistra nella fase recente con i suoi 1.024 giorni a Palazzo Chigi. Scendendo ancora, la graduatoria torna a popolarsi di esperienze più brevi ma comunque significative. Il governo Prodi I (1996-1998) rappresenta il primo vero tentativo di alternanza compiuta, mentre più indietro si trovano governi della Prima Repubblica come quello di Aldo Moro e quello di Alcide De Gasperi. Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e tra i più stretti collaboratori della premier fa il punto: «Siamo orgogliosi di questo traguardo: in una Nazione come l'Italia, dove la durata media dei governi è di poco più di un anno, aver garantito continuità e stabilità rappresenta già un elemento di grande importanza a livello interno e internazionale». E precisa: «Ma non è la durata, di per sé, il punto centrale... Io credo che il vero elemento di forza sia la qualità del lavoro fatto sinora. I risultati sono misurabili: livelli record di occupazione e riduzione della disoccupazione e del precariato, conti pubblici in ordine e ritrovata fiducia di mercati e investitori, crollo degli sbarchi e un protagonismo internazionale che non si vedeva da anni». I dati si accavallano sui siti e sulle agenzie.
E così le curiosità. Tra i governi più corti ci sono il Fanfani I, appena 22 giorni (dal 19 gennaio al 10 febbraio 1954), il De Gasperi VIII, 32 giorni (dal 16 luglio al 17 agosto 1953) e lo Spadolini II, 100 giorni (dal 23 agosto al 1º dicembre 1982). Ora quasi mezzo secolo dopo c'è Giorgia Meloni. E Tommaso Foti, il ministro per gli Affari europei, rafforza la linea del governo: «Serietà, visione e responsabilità: così il governo guidato da Giorgia Meloni è il secondo più longevo della storia repubblicana. Un risultato che garantisce continuità all'azione dell'Italia, dentro e fuori i confini nazionali. Avevamo preso un impegno chiaro con gli italiani: dare stabilità. Dopo 1.288 giorni di governo, l'Italia è tornata credibile a livello internazionale, centrale in Europa, affidabile sui mercati e più attrattiva per gli investitori, grazie a una politica estera coraggiosa e a conti pubblici in ordine. Misure concrete per famiglie, lavoratori e imprese: riduzione dell'IRPEF, taglio del cuneo fiscale, occupazione ai massimi, più contratti stabili e meno disoccupazione». Dal verdante opposto è Osvaldo Napoli di Azione a smontare l'entusiasmo governativo: «Oggi il governo e la presidente del Consiglio festeggiano la longevità del loro potere. Ma non potranno festeggiare nessuna delle realizzazioni promesse in campagna elettorale e sfumate in questi anni. Nessuna riforma è arrivata al traguardo. Vale per Meloni l'aforisma che si vuole attribuito a Giulio Andreotti (a Giolitti, secondo altri): durare è tutto, governare è niente».

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