Le feste a Ibiza e in Uruguay, le verifiche sull'adozione: a che punto è il caso Minetti
Si infiamma anche la polemica politica. Il viceministro Sisto contro Brusa: «Nessun perimetro agli accertamenti». Nordio smentisce Ranucci: «Mai stato al ranch di Cipriani»

Indagini sulle serate a Ibiza e sulle feste in Uruguay. Ma anche sul procedimento di adozione del bambino uruguaiano per valutare eventuali irregolarità. Vanno in questa direzione i nuovi approfondimenti su Nicole Minetti chiesti dal Quirinale. Mentre dall’altro lato emerge una Minetti diversa, volontaria in un doposcuola milanese. Due versioni troppo diverse della stessa persona. Tanto da sembrare incompatibili. Accertare cosa abbia fatto Nicole Minetti negli anni dell’oblio mediatico – quelli successivi alle “cene eleganti” di Arcore – servirà a capire se vi sia stata davvero una «radicale distanza dal passato» e una «seria e concreta volontà di riscatto sociale». Elementi che possono sembrare pruriginosi, ma che hanno fondato il parere favorevole alla grazia firmato del sostituto procuratore Gaetano Brusa. Da qui il coinvolgimento dell’Interpol e il setaccio sul periodo a Ibiza e sulle feste nella tenuta uruguaiana del compagno, Giuseppe Cipriani, rispetto alle quali il Fatto Quotidiano ha parlato di sesso a pagamento.
C’è poi il nodo della sentenza di adozione del bambino uruguaiano. Il Tribunale dei minori di Venezia 19 luglio 2024 aveva dichiarato “efficace” in Italia l'adozione del minore da parte di Minetti e Cipriani, già certificata nel febbraio del 2023 dal tribunale uruguaiano di Maldonado. Il documento parla di un bambino «in stato di abbandono sin dalla nascita». Carte decisive per il parere positivo (non vincolante) firmato dal magistrato Brusa. La stessa Minetti martedì ha smentito «categoricamente di aver mai intrapreso contenziosi con i genitori biologici di mio figlio, che non ho mai conosciuto». E ieri i suoi avvocati hanno trasmesso gli atti dell’adozione alla Procura generale. L’altra versione, quella del Fatto, parla invece di una querelle giudiziaria di Minetti e Cipriani contro i genitori del bambino uruguaiano. Una famiglia in condizioni disagiate: il padre in carcere, la madre povera e ora anche irrintracciabile. Lo stesso magistrato Brusa ha annunciato accertamenti anche su una vicenda apparentemente scollegata: la morte della legale della madre biologica del bambino, carbonizzata in casa insieme al marito.
Dal quotidiano locale El Observador nel frattempo rimbalza la notizia che una settimana fa è stato rimosso il responsabile delle adozioni in Uruguay per «squilibri e decisioni errate prese durante i processi di adozione». Ancora nessun collegamento con la vicenda italiana, ma altre ombre sul sistema di adozioni nel Paese sudamericano. Da Montevideo, l’Istituto per l’infanzia e l’adolescenza (Inau) che gestisce le adozioni assicura invece massimo rigore negli approfondimenti della vicenda. Ma fonti citate dall’Ansa sottolineano come Minetti (condannata per peculato e favoreggiamento della prostituzione) sarebbe riuscita a convincere l’ufficio che i suoi reati non avevano pari gravità in Uruguay, nonostante la fedina penale pulita fosse un requisito necessario. E ancora, ci sarebbe stata un’altra coppia (entrambi però incensurati) pronta ad adottare il bambino uruguaiano:
Nel frattempo, emerge però un’altra versione della vita di Minetti, finora sconosciuta. Nella primavera del 2025, l’ex igienista contattò la Caritas ambrosiana (usando il cognome Cipriani) per fare volontariato, venendo indirizzata alla parrocchia di San Marco, a due passi da Brera. Lì Minetti ha seguito un ragazzino di terza media per il “doposcuola” salvo interrompere tutto in coincidenza della tempesta mediatica. Un ritratto opposto a quello tratteggiato in questi giorni: difficile capire quindi se fosse il segnale di un vero cambio di vita o una strategia legata alla richiesta di grazia. Sul fronte politico, l’elefante nella stanza rimane il tema dei (mancati) accertamenti svolti, con relativo scaricabarile istituzionale tra ministero della Giustizia e magistratura. «Il ministero, come da prassi, ci ha fornito uno specchietto con tutti gli accertamenti che vanno svolti», aveva spiegato martedì il magistrato Brusa. «Una balla spaziale», la risposta a 24 ore di distanza di Francesco Paolo Sisto, viceministro forzista della Giustizia, che ha escluso “perimetri” politici. Lo stesso ministro della Giustizia martedì notte è invece intervenuto in diretta per smentire Sigfrido Ranucci. A Cartabianca (Rete 4) il conduttore di Report aveva parlato di una fonte che avrebbe visto Nordio nel ranch di Cipriani in Uruguay. Salvo chiarire che le verifiche erano ancora in corso. Secca e immediata la replica del Guardasigilli: «Non esiste al mondo». Al massimo, ha aggiunto Nordio, «sono stato ospite di Arrigo Cipriani all’Harry’s Bar di Venezia». La tensione rimane alta: è chiaro a tutti che le dimissioni del ministro, chieste dall’opposizione, tirerebbero giù anche il Governo.
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