Il Governo vuole 100mila nuovi alloggi in 10 anni: ecco il piano

Presentato il provvedimento per l'emergenza abitativa. Si punta a riqualificare 60mila alloggi popolari (ma la lista d'attesa è dieci volte più lunga). Agevolazioni a chi investe sull'edilizia convenzionata. Giù i costi dei notai
April 30, 2026
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni con il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri, presso Palazzo Chigi, Roma, 30 aprile 2026/ ANSA
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni con il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri, presso Palazzo Chigi, Roma, 30 aprile 2026/ ANSA
L’obiettivo del Governo è rendere disponibili 100mila nuovi alloggi in 10 anni, di cui 60mila in un anno attraverso la riqualificazione delle abitazioni popolari ora indisponibili. Uno sforzo da 1,7 miliardi cui si aggiungeranno fondi già disponibili, sino a un totale di 10 miliardi spalmati negli anni. Secondo la presidente del Consiglio, a queste risorse si aggiungeranno investimenti privati attraverso i meccanismi che agevoleranno l’edilizia a canoni convenzionati.

Edilizia popolare: 60mila nuovi alloggi, ma le domande
inevase sono 650mila

Il “primo pilastro” del Piano Casa del Governo prevede la ristrutturazione di 60mila alloggi Erp che oggi non si possono assegnare. Per lo scopo ci sono 1,7 miliardi di euro, più 4,8 miliardi attualmente nei programmi di rigenerazione urbana. L’esecutivo si è impegnato a distribuire le risorse in modo equilibrato e in cooperazione con l’Associazione dei Comuni (Anci) e la Conferenza Stato-Regioni. A gestire il lavoro sarà un commissario straordinario. Se l’esecutivo raggiungesse l’obiettivo, si ridurrebbe di un decimo la “lista d’attesa”. Secondo l’Associazione dei costruttori (Ance), circa 650mila famiglie cercano un alloggio pubblico.  

All’housing sociale 3,6 miliardi

Il secondo pilastro del Piano Casa, ha spiegato Meloni, è «un pacchetto di semplificazioni e una concentrazione delle risorse per l’housing sociale e l’emergenza abitativa in un unico strumento gestito da Invimit»: si tratta di «oltre 3,6 miliardi di euro, risorse che vogliamo efficientare. All’interno del Fondo saranno creati comparti specifici per le singole Regioni per garantire» che le risorse vengano assegnate a tutti i territori.

Edilizia a canone convenzionata per abbattere i costi del 33%

Terzo pilastro, l’edilizia con affitto o acquisto a prezzi calmierati. Su questo fronte entrano in gioco i privati. “Quello che abbiamo immaginato – spiega Meloni - è abbastanza semplice: lo Stato assicura al privato che vuole investire semplificazioni burocratiche, procedure veloci, come la nomina di un commissario straordinario per investimenti superiori a 1 miliardo di euro, che rilascia un provvedimento unico di autorizzazione. Ma in cambio il privato dovrà garantire su 100 alloggi che costruisce che almeno 70 siano di edilizia convenzionata». Le semplificazioni riguarderanno solo la parte “convenzionata” dell’investimento. Secondo Meloni, questo dovrebbe portare un risparmio del 33% sull’affitto o sul costo della casa.

Notai, oneri dimezzati. Garanzia sui mutui, si torna alle
origini

Il provvedimento prevede anche il dimezzamento degli oneri dei notai per gli atti legati all'edilizia convenzionata. Si tratta, ha spiegato Meloni, di una disponibilità offerta direttamente dall’associazione di categoria. Meloni vuole inoltre rilanciare il fondo di garanzia per l'acquisto della prima casa. “Lo abbiamo riportato alla sua funzione originaria riservandolo esclusivamente alle categorie per cui era stato pensato e cioè giovani fino a 36 anni, giovani e coppie con almeno un coniuge under 35, nuclei familiari con un unico genitore, con figli minori". "Abbiamo previsto – aggiunge  - che la garanzia statale arrivi al 90% nel caso delle famiglie numerose”.

Per i genitori separati fondo da 60 milioni di euro

Il Governo ha inoltre stanziato 60 milioni di euro per garantire, nel prossimo triennio, un contributo da 4-500 euro ai genitori che dopo un divorzio lasciano la casa e non hanno un’altra abitazione, ha spiegato il vicepremier Matteo Salvini. "Con questo intervento contiamo di poter aiutare nel triennio quindicimila genitori separati", ha specificato Salvini.

C’è anche il pacchetto-sgomberi

Nonostante le previsioni della vigilia, il Consiglio dei ministri ha approvato anche il pacchetto-sgomberi, che ovviamente ha dei profili politici molto delicati e che dividono maggioranza e opposizione. Il disegno di legge contiene, spiega Meloni, una “dichiarazione d'urgenza sul tema degli sgomberi: un pacchetto di misure per rendere più efficace e veloce la liberazione degli immobili occupati abusivamente". "Interveniamo – prosegue - sulle procedure di notifica di esecuzione dello sfratto, tagliamo i tempi per le esecuzioni, introduciamo una procedura accelerata e di urgenza per ottenere in via giudiziale il titolo esecutivo e quindi il rilascio dell'immobile”

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