Il centrosinistra ci prova: partono dieci tavoli per il programma. E a Roma campo extralarge
Si riunisce in videoconferenza la cabina di regia: una cornice politica entro novembre, poi il nodo-primarie. Nessun veto tra M5s e Renzi, nel comunicato finale sparisce il "campo largo". Il primo atto è l’indicazione di Gualtieri per il bis nella Capitale

Chiusa la call , il riscontro è unanime: bisognava partire e si è partiti. Più precisamente: occorreva rendere plastica l’esistenza di una coalizione di centrosinistra e la coalizione ora c’è davvero, da Avs a Renzi, senza veti. Null’altro si attendevano i leader, null’altro si aspettavano i capigruppo e i parlamentari che si sono collegati al link fornito a tutti dal Pd. Compreso il «clima positivo», tipico del primo giorno di scuola, quando il cammino avanti appare sin troppo semplice rispetto agli scogli che arriveranno lungo il percorso.
Davanti allo schermo, alle 14, come da appuntamento, si palesa quella che sarà, d’ora in poi, la “cabina di regia” per il programma del 2027: per il Partito democratico Chiara Braga e Francesco Boccia, per il Movimento 5 stelle Riccardo Ricciardi e Luca Pirondini, per Alleanza Verdi e Sinistra Luana Zanella e Peppe De Cristofaro, per Italia Viva-Casa Riformista Maria Elena Boschi e Raffaella Paita. Al tavolo virtuale siedono anche Benedetto Della Vedova per +Europa, Bruno Tabacci per Più Uno, Marco Mistretta per Progetto Civico e Gerardo Labellarte per il Psi. Il tradizionale giro di tavolo non cambia di una virgola, o quasi, il comunicato finale, che era già stato impostato dagli sherpa : «Si è svolta in un clima positivo e di piena collaborazione la prima riunione del tavolo programmatico delle forze della coalizione. Un confronto concreto, che parte dal lavoro comune già sviluppato in Parlamento e dalle proposte avanzate in questi anni dalle diverse forze politiche anche non presenti in Parlamento. Il lavoro entrerà ora nel vivo con la costituzione di dieci tavoli tematici che lavoreranno con i rappresentanti delle forze politiche a partire dai prossimi giorni. L’obiettivo condiviso è concludere questa prima fase per la fine di novembre, per definire le basi di un progetto di governo per l’Italia, fondato sulle priorità economiche, sociali e democratiche del Paese».
Il tavolo non è definito né “campo largo” né “centrosinistra”, segno che una nuova formula è in elaborazione. Nemmeno sfiorato il tema delle primarie, demandato ai leader. Pochi accenni ai temi concreti, rimandati ai tavoli ai quali ogni parte politica fornirà i propri nomi. La “cabina di regia” dei capigruppo e dei referenti parlamentari si riserverà il compito di sciogliere eventuali contrasti sui contenuti. Le denominazioni dei dieci tavoli, a quanto si apprende, sono generiche: clima, lavoro, scuola, economia, pace, diritti, giustizia, aree interne, sanità e cultura. Il tavolo “pace” ingloba anche la riflessione su difesa comune europea e politica estera. La sensazione è che per il termine fissato di novembre non ci saranno veri e propri punti programmatici, ma più una cornice politica unitaria.
Nessun veto, come detto. La presenza di Boschi e Paita, in rappresentanza di Renzi, è stata assorbita in modo “naturale”. Quello che sembrava essere un nodo, dunque, si è sciolto senza che né Conte né Renzi aggiungessero ulteriori parole ai loro duelli a distanza.
L’effetto è immediato anche sulle competizioni locali. Ieri Roberto Gualtieri, con il forte sostegno di Elly Schlein, ha lanciato la candidatura per il bis a Roma, incassando l’adesione di M5s al tavolo programmatico e aprendo anche ad Azione, nonostante le divergenze nazionali (apertura che potrebbe fare anche Manfredi a Napoli). Il fatto che nello stesso giorno il centrosinistra metta in piedi il tavolo nazionale e il tavolo per la Capitale mette sulla difensiva il centrodestra, che ora ha un avversario più definito per le Politiche e che al contempo non ha ancora trovato la quadra per Roma, Napoli e Milano. Un’asimmetria che non piace a FdI, che infatti pone una sorta di aut aut agli alleati: c’è la festa di Atreju «contro il nulla che avanza» dal 4 al 13 dicembre, al Circo Massimo. Entro quei giorni Meloni vuole lanciare sia la sua corsa al bis per Palazzo Chigi, sia la ricetta di centrodestra per le grandi città al voto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seguici anche su Google Discover di Avvenire





