Dalle misure per i "maranza" allo scudo penale: che cosa c'è nel nuovo decreto sicurezza
L’attenzione è stata tutta fagocitata dal bonus rimpatri ai legali, che è stato modificato oggi. Ma il decreto aveva già fatto discutere nelle scorse settimane. Nel testo ci sono anche norme per la lotta alla criminalità, sanzioni più severe per manifestazioni e cortei, provvedimenti su organici e tutele delle forze dell'ordine

Negli ultimi giorni l’attenzione è stata tutta fagocitata dal tanto discusso bonus rimpatri di 615 euro agli avvocati. Norma poi “aggiustata” dal decreto correttivo varato dal Consiglio dei ministri, dopo l’altolà del Quirinale e le prese di distanza registrate anche all’interno della maggioranza (Forza Italia e Noi Moderati). Ma il decreto Sicurezza è tanto altro. E aveva già fatto discutere nelle scorse settimane, prima che venisse portato alla luce l’articolo 30-bis, quello del “premio” ai legali, tra l’altro introdotto con un emendamento-lampo nello già striminzito esame parlamentare del decreto.
Non solo il bonus: cosa c’è nel decreto Sicurezza
Il dl- il quarto in materia da inizio legislatura - conta 33 articoli e comprende misure per la lotta alla criminalità (specie giovanile o con coinvolgimento di minori, ad esempio impiegati per attività di accattonaggio); sanzioni più severe per disordini nel corso di manifestazioni e cortei; norme su organici e tutele delle forze dell’ordine e altre sulla gestione dell’immigrazione.
La stretta per i “maranza”
Nel dettaglio, l’articolo 1 interviene nella lotta ai reati commessi dai cosiddetti “maranza”, giovani (in larga parte italiani di seconda generazione di origine nordafricana e ragazzi nordafricani immigrati in Italia), «che fanno parte di comitive o gruppi di strada chiassosi, caratterizzati da atteggiamenti smargiassi e sguaiati e con la tendenza ad attaccar briga, riconoscibili anche dal modo di vestire appariscente e dal linguaggio volgare», come si legge nella definizione Treccani. Secondo le nuove norme, chi porta fuori casa, e senza motivo valido, un coltello di almeno 8 centimetri rischia il carcere da sei mesi a tre anni. Se avviene su treni e bus, si applica l'aggravante. Per le lame sotto i 5 cm non serve giustificazione, grazie alla deroga voluta dal centrodestra al Senato. Punita la vendita di coltelli, con sanzioni da 500 a 3.000 euro per chi li vende ai minori.
Le manifestazioni e il fermo preventivo
Tra gli articoli più contestati dal centrosinistra, c’è la “stretta” sulle manifestazioni: viene introdotto il fermo preventivo fino a 12 ore, che scatta per impedire che una persona, considerata pericolosa, possa partecipare a una manifestazione. Il Pm deve esserne informato «immediatamente» e può ordinarne il rilascio, se ci sono le condizioni per legge. Se il fermo riguarda minori, vanno informati i genitori «senza ritardo». Inoltre, viene “colpito” chi organizza manifestazioni senza preavviso alle autorità: niente più arresto, ma multe tra 1.000 e 10mila euro. Per chi crea scompiglio in corteo travisando il viso, la base parte da 2.000 euro. Mentre le sanzioni toccano quota 20mila euro in caso di «disobbedienza all’ordine di scioglimento» della riunione o dell’assembramento.
Lo “scudo” penale
Altra grande novità è il cosiddetto “scudo penale” per chi commette un reato con «causa di giustificazione», per esempio in servizio nel caso di agenti e militari. Per questo viene istituito un registro ad hoc, diverso da quello ordinario per gli indagati. La novità - inizialmente solo per le forze dell'ordine, ora estesa a tutti i cittadini che agiscano per legittima difesa o in stato di necessità - è stata influenzata mediaticamente dal caso di Abdherraim Mansouri, l’uomo di origini marocchine ucciso a gennaio a Rogoredo dal poliziotto Carmelo Cinturrino. L'agente aveva parlato di legittima difesa, poi sconfessato dalle indagini. Prevista anche tutela legale e rimborso spese per le forze dell'ordine.
Il daspo
Nel decreto viene poi potenziato il “daspo”, la misura di allontanamento dalle città. Il prefetto può applicarlo a persone denunciate negli ultimi cinque anni su zone specifiche con «gravi o ripetuti episodi di criminalità o di illegalità». Lo stop vale anche per denunciati o condannati (anche non definitivamente) per reati commessi durante manifestazioni e considerati pericolosi. In questo caso il divieto può durare al massimo 12 mesi.
Lo spaccio
Per quanto riguarda invece lo spaccio, cade la “giustificazione” della lieve entità di stupefacente per chi vende illegalmente sostanze stupefacenti «in modo continuativo e abituale». Inoltre, scatta la confisca degli autoveicoli usati per commettere il reato.
I parcheggiatori abusivi
Il Governo, poi, cerca di limitare anche il fenomeno dei parcheggiatori abusivi a colpi di sanzioni, da 769 euro a 3.095, che raddoppiano se recidivi. Fino all'arresto, da otto mesi a un anno e mezzo, se coinvolgono minori nell'attività.
I mandati dei vertici delle forze dell’ordine
Il provvedimento, infine, interviene pure sui mandati dei vertici delle forze dell’ordine, con due emendamenti aggiunti in corso d’opera dalla maggioranza. Uno proroga al 31 dicembre l’incarico del comandante generale della Guardia di Finanza Andrea De Gennaro; l’altro allunga a 2 anni il mandato del vicecomandante dei Carabinieri, allineandolo ad altri corpi.
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