Cirielli vede l'ambasciatore russo. Le opposizioni: si dimetta

L’incontro tra il viceministro degli Esteri e il rappresentante di Mosca è del 3 febbraio. Lui replica: «Ho agito a nome del Governo, polemica strumentale»
March 16, 2026
Il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli
Il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli / IMAGOECONOMICA
Un caso grave o una tempesta in un bicchier d’acqua: l’incontro del viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli con l’ambasciatore russo in Italia Aleksej Vladimirovic Paramonov, irrompe nel quadro agitato della politica, con il Governo costretto a dar prova di funambolismo di fronte alle giravolte di Trump e alla sua ultima devastante guerra, e le opposizioni decise a non fare sconti, specie alla vigilia del referendum.
La notizia viene pubblicata dal Corriere della sera lunedì 16 marzo, e appare come una sorta di indiscrezione, che mette al centro uno degli uomini del partito della premier Meloni, che ne sarebbe stata all’oscuro e anzi - una volta svelato - sarebbe rimasta a dir poco irritata. L’incontro con il rappresentante di Vladimir Putin a Roma risale al 3 febbraio scorso, e sarebbe avvenuto alla Farnesina. Ed è senz’altro una notizia che suscita reazioni preoccupate. Tempo poche ore e si susseguono le interrogazioni parlamentari delle opposizioni, che chiedono chiarimenti alla presidente del Consiglio.
Il diretto interessato prova a gettare subito acqua sul fuoco, ma il risultato che ottiene è opposto. «Non è un’anomalia - spiega Cirielli - . Se abbiamo un ambasciatore accreditato e chiede di parlare noi ci parliamo e in genere per prassi con l’ambasciatore ci parla il viceministro», spiega in mattinata. Un incontro per il quale Cirielli racconta di aver chiesto e ottenuto l’autorizzazione e dunque, dice, Tajani ne era a conoscenza.
Dal canto suo, a Bruxelles per trovare la strategia comune con i colleghi Ue per rispondere alle richieste del presidente americano sullo stretto di Hormuz, il titolare della Farnesina minimizza: «Una polemica inutile», la definisce, perché «non abbiamo rotto le relazioni diplomatiche con la Federazione russa». Perciò, spiega, si sarebbe trattato di una riunione non certo segreta, con il suo vice «assistito da funzionari della Farnesina, quindi tutto alla luce del sole», assicura il ministro.
Ma la ricostruzione non convince del tutto, e secondo il quotidiano milanese che ha diffuso la notizia, Meloni sarebbe ancora molto irritata di non essere stata avvisata. Dopo di che la linea dell’esecutivo resta ferma nella condanna alla Russia.
Cirielli però non ci sta e nel pomeriggio torna a ripetere: «Non devo giustificarmi, perché ovviamente non prendo queste iniziative da solo. Ho agito a nome del Governo. Mi sembra una polemica strumentale da parte della sinistra», insiste. «Questo stupore è del tutto anomalo», perché un incontro con il diplomatico che rappresenta un’altra nazione è la normalità, «se è qui, è qui per fare l’ambasciatore», incalza. Ma poi, sembra contraddirsi: «Se non ci fossero state le tensioni che ci sono, probabilmente lo avrebbe ricevuto direttamente il ministro - dice -. Credo, quindi, si tratti di una polemica fuori luogo».
Non ne sono certe le opposizioni. La segretaria del Pd Elly Schein annuncia di aver depositato un’interpellanza. E come i dem, pian piano tutti i partiti di minoranza a seguire, anche Azione, Iv, Avs . La richiesta è di far luce sui contenuti del colloquio. «Sarebbe un errore drammatico allentare la pressione economica sulla Russia - commenta Schlein - , perché Putin ne approfitterebbe per aumentare la pressione militare sull’Ucraina».
Perché non è stato reso noto subito, si chiede da +Europa Benedetto Della Vedova. Il leader di Azione Carlo Caenda invita il ministro Tajani ad «ammettere il grave errore». Un errore che per il dem Filippo Sensi comporta un’unica via di uscita: «Cirielli se ne deve andare».

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