Bonelli: «Irresponsabile togliere le sanzioni alla Russia. Meloni dica no alla guerra di Trump e Netanyahu»
Intervista al co-portavoce nazionale di Avs: «Non siamo mai stati filoputiniani, ma le misure applicate a Mosca vanno utilizzate anche con Israele. Il Governo ci ha condannato alla dipendenza energetica rinunciando a investire nelle rinnovabili»

Nonostante le accuse di filoputinismo rivolte alla sua formazione (anche da esponenti del centrosinistra), il coportavoce nazionale di Avs, Angelo Bonelli, ribadisce ad Avvenire che togliere le sanzioni sul gas russo, come suggerisce di fare Matteo Salvini, è una scelta «irresponsabile» e assolutamente da rigettare.
Bonelli, perché è contrario?
Perché con l’occupazione dell’Ucraina c'è stata una violazione del diritto internazionale da parte della Russia. Inoltre, dietro la guerra di Trump e Netanyahu all’Iran, c'è la volontà di controllare i giacimenti di petrolio per condizionare l'economia mondiale e generare profitti, come dimostrano profitti aggiuntivi per un miliardo di dollari a settimana che stanno realizzando le industrie americane del petrolio e del gas. Per di più il gas e il petrolio sono oggi causa di conflitti e rendono la nostra economia vulnerabile perché non abbiamo costruito un'alternativa energetica basata sulle rinnovabili, che renderebbe l'Italia autonoma e sovrana.
Insomma, Avs non è una forza politica filorussa come sostiene qualcuno.
Noi non siamo mai stati filo-putiniani e siamo sempre scesi in piazza per la difesa dei diritti umani quando altri costruivano accordi commerciali con la Russia. Sono stato espulso dalla Russia di Putin proprio perché ero lì a tutelare i diritti civili e umani della comunità Lgbtq. Penso che le sanzioni debbano permanere, ma noto un doppio standard: mentre vengono applicate alla Russia, non lo sono verso Netanyahu che ha compiuto un genocidio a Gaza e continua a beneficiare di accordi commerciali e militari.
E come mai allora non riuscite ad avere una posizione comune sull’Ucraina con il resto del centrosinistra?
Penso che l'ultimo confronto di mercoledì scorso abbia segnato un passo in avanti nella disponibilità di tutti a trovare una sintesi. Questa guerra dura da quattro anni e ha causato oltre un milione di vittime, delineando quello scenario di "terza guerra mondiale spezzettata" di cui parlava Papa Francesco. Dialogare però non significa resa, ma evitare danni peggiori al pianeta, poiché questo perdurare del conflitto non porta ad alcun vincitore militare. L'Europa non deve essere ostile alla Russia ma deve costruire un dialogo, e personalmente non sono contrario all'ingresso dell'Ucraina nell'Unione Europea.
Cosa ne pensa della proposta di un intervento europeo nello stretto di Hormuz?
L'Italia deve respingere in blocco la richiesta di Trump seguendo l'esempio di Berlino e Londra. Questa è la guerra di Trump e Netanyahu, i quali hanno creato un disastro globale con l'aumento dei prezzi energetici sotto la falsa premessa di portare la democrazia in Iran. Mi aspetto che la presidente Meloni smetta di avere un atteggiamento ambiguo e dica chiaramente di no a questa guerra illegale.
E allora come deve muoversi l'Europa?
L'Europa deve muoversi per chiedere il cessate il fuoco, poiché i bombardamenti hanno solo fortificato e radicalizzato il regime degli Ayatollah. Invece di limitarsi alle bombe, si dovrebbero sequestrare i beni dei miliardari e degli autocrati iraniani che si trovano a Londra e Parigi. Gli Ayatollah dispongono di un patrimonio enorme all'estero. Congelare questi beni permetterebbe di aprire una trattativa per riforme democratiche in Iran e tutelare la mobilitazione popolare, invece di destabilizzare il mondo intero.
E cosa si dovrebbe fare per contrastare il problema dei costi dell'energia?
Bisogna agire su due fronti: l'emergenza e la questione strutturale. Per l'emergenza, bisogna tassare gli extra-profitti delle grandi società energetiche, cosa che Meloni e Giorgetti hanno bloccato. In secondo luogo, bisogna utilizzare il gettito dell'Iva per ridurre i costi e approvare una norma urgente per disaccoppiare il prezzo dell'energia tra rinnovabili e gas. Infine, bisogna mettere un tetto al prezzo dell'energia in maniera straordinaria, come hanno già fatto Grecia e Spagna. Poi ci sono le responsabilità strutturali del Governo.
Continui.
La colpa grave di Meloni è aver rinunciato a investire sulle rinnovabili, lasciando che il gas alimentasse la speculazione. Negli ultimi tre anni e mezzo, le società energetiche hanno realizzato oltre 70 miliardi di euro di extra-profitti dovuti al caro bollette. Nel 2025 c'è stata una contrazione delle installazioni rinnovabili del 30% e i decreti del governo bloccheranno gran parte dei nuovi impianti e sistemi di accumulo. Se avessimo installato i 60 Gw di rinnovabili proposti dalle imprese tre anni fa, avremmo rinunciato a 40 miliardi di metri cubi di gas, ovvero oltre il 65% del nostro fabbisogno, andando verso l'autonomia energetica.
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