Ok al ddl tutela agroalimentare. Obbligo di destinare merci sequestrate a enti di carità
Il ministro dell'Agricolutra, Lollobrigida: «Un risultato storico che porta a compimento un percorso per dare tutela vera al nostro sistema e al Made in Italy»

Nasce un nuovo reato: l'agropirateria. Con l'entrata in vigore della legge sulla Tutela agroalimentare, viene infatti definito un quadro di sanzioni più stringente, che consentirà una maggiore protezione delle eccellenze alimentari italiane. La nuova legge introduce anche l'obbligo, per l'autorità giudiziaria, di distribuire i prodotti sequestrati - ma ancora commestibili - agli enti caritatevoli, per destinarli a persone bisognose o agli animali abbandonati, ampliando anche le possibilità di destinazione degli alimenti.
L'obiettivo generale del provvedimento è quello di combattere un giro d'affari criminali che, negli ultimi 10 anni, in Italia, è raddoppiato, sfiorando i 25,2 miliardi di euro. Vietato quindi contraffare, imitare o falsificare i prodotti alimentari, sfruttando marchi o immagini che evochino l'origine italiana o il Made in Italy. Stop anche a condotte che possono colpire la salute del consumatore, come indicazioni non veritiere o omissioni.
«Un risultato storico nella giornata Made in Italy - ha detto il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida - dopo anni di annunci da parte di tutte le forze politiche il governo Meloni e il Parlamento portano a compimento un percorso per dare tutela vera al nostro sistema di agroalimentare contro l'Italian Sounding, a favore degli imprenditori e dei cittadini». E ha aggiunto: «Grazie al mondo agricolo è stato trovato un punto di equilibrio sul testo anche dal punto di vista delle sanzioni, un'extrema ratio ma anche uno strumento di prevenzione, che saranno comunque commisurate sul fatturato dell'azienda».
L'altra novità è il reato di frode alimentare per chi «importa, esporta, vende o distribuisce - anche con strumenti digitali - alimenti, acque e bevande che sa essere non genuini o difformi da quelli indicati», punibile con un anno di carcere e una multa fino a 4mila euro. Non si potrà più utilizzare il termine "latte" per i prodotti vegetali, con sanzioni fino a 32mila euro per chi non rispetta la legge. La contraffazione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine protetta - già esistente nel Codice - prevederà invece sanzioni da uno a quattro anni (prima erano due) e multe da 10mila a 50mila euro. È stata infine istituita una "Cabina di regia per i controlli amministrativi", presieduta dal ministro dell'Agricoltura, per rendere più efficiente l'attività ispettiva e migliorare il tracciamento del cibo.
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