Nuova proroga delle accise e 300 milioni all’autotrasporto: cosa c'è nel “pacchetto tampone” del governo

di Matteo Marcelli, Roma
Ok al decreto, sospeso il blocco dei camionisti. Agricoltura, cento milioni per i fertilizzanti e il gasolio. Meloni all’Ue: fasi eccezionali esigono risposte. E critica gli «800 milioni» spesi per la sede
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May 22, 2026
Nuova proroga delle accise e 300 milioni all’autotrasporto: cosa c'è nel “pacchetto tampone” del governo
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ricevuto il primo ministro d'Irlanda, Micheál Martin / Fotogramma
Il pacchetto «tampone» annunciato da Giancarlo Giorgetti in attesa dello «sblocco» delle trattative con l’Unione Europea prende forma nel Consiglio dei ministri secondo lo schema previsto. Proroga del taglio alle accise e 400 milioni per autotrasportatori e comparto agricolo. Più la norma “bonus” per la frana di Niscemi, già anticipata da Giorgia Meloni nei giorni scorsi. Il taglio delle accise ricalca l’ultima proroga: 20 centesimi per il diesel e 5 per la benzina. Resterà in vigore fino all’8 di giugno. Neanche venti giorni, ma la speranza coltivata a Palazzo Chigi è sempre la stessa: una soluzione imminente dello stallo che ha gettato lo stretto di Hormuz nella paralisi. Nel frattempo però serviranno altri 400 milioni di euro (100 milioni in meno rispetto alle proroghe precedenti), che l’esecutivo intende reperire dall'extragettito dell'Iva, da multe dell'Antitrust e da tagli vari.
Un decreto preceduto dall’incontro del pomeriggio con gli autotrasportatori, che soddisfa fin da subito un comparto che lamentava soprattutto il fatto che il taglio delle accise per tutti avesse portato finora alla riduzione dei rimborsi delle stesse accise a loro vantaggio. Grazie alle misure loro dedicate arriva l’annuncio della sospensione del blocco di cinque giorni proclamato giovedì dai rappresentanti del settore arriva appena terminato il confronto e ancor prima del Cdm. Le misure, definite dalla successiva riunione di Palazzo Chigi, valgono 300 milioni in tutto, destinati al credito di imposta. Si tratta di 200 milioni in più rispetto ai 100 già previsti dal decreto carburanti del 18 marzo scorso, ma non ancora erogati. Tuttavia, fa sapere l’esecutivo, «il Governo terrà conto, ogni volta che si dovesse manifestare l'esigenza di ridurre le accise, dell'impatto che tale riduzione avrebbe sul credito d'imposta riconosciuto alle imprese del settore». Insomma, per dirla con Meloni, si tratta di «misure adattabili, per natura, durata e intensità, all'evolversi della situazione internazionale». C’è poi la riduzione da 60 a 30 giorni per la compensazione trimestrale delle accise e l’impegno del Governo a «valutare una limitata sospensione dei versamenti relativi ad alcune imposte e contributi, al fine di alleggerire temporaneamente il carico fiscale e contributivo sulle imprese». Oltre alla ricostituzione della Consulta generale dell'autotrasporto e della logistica quale organismo deputato alla definizione degli aspetti tecnici e normativi delle politiche di settore.
Per l’agricoltura è il ministro competente, Francesco Lollobrigida, a illustrare le novità: 100 milioni di euro in tutto, 40 per un credito di imposta del 30% destinato all’acquisto di fertilizzanti e altri 60 per quello destinato al gasolio agricolo (al 20%). Confermati, infine, i due programmi da75 milioni per Niscemi, il primo per la messa in sicurezza del territorio, il secondo per gli indennizzi ai proprietari di case dell'area colpita dalla frana. Sullo sfondo resta la trattativa con l’Ue sull’energia, su cui la presidente del Consiglio insiste anche durante il punto stampa seguito al bilaterale con il premier irlandese Micheal Martin del pomeriggio: «Non si tratta di fare maggiore debito, ma di allocare al meglio ciò che è già previsto – scandisce Meloni –. Circostanze eccezionali, al di fuori del controllo degli Stati membri, necessitano di risposte» e «legittimano l'estensione della flessibilità che è stata già concessa per le spese in sicurezza e difesa anche agli investimenti necessari a far fronte alla crisi energetica». La premier aggiunge anche una piccola tirata d’orecchi sui lavori per la sede del Consiglio Europeo, facendo notare che «in una fase così complessa» è bene «riflettere con responsabilità sulle spese di funzionamento della macchina amministrativa». E in questo senso la previsione di un investimento di 800 milioni per la ristrutturazione «non va nella giusta direzione».
Dal Cdm arriva anche un altro provvedimento, il decreto legislativo in materia di giustizia tributaria. «Si tratta del diciannovesimo provvedimento attuativo della legge delega per la riforma», spiega il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo. Dopo il concorso che ha visto il reclutamento dei primi 173 magistrati tributari, il decreto legislativo «ha lo scopo di dare un inquadramento completo alla magistratura tributaria, ponendola su un piano di piena parità con tutte le altre magistrature».

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