martedì 17 aprile 2018
Occorre promuovere "una dedizione sempre più piena alla causa degli ultimi e dei poveri" è l'invito del Papa. Il discorso del cardinale Bassetti
Papa Francesco alle Caritas diocesane: sempre più vicini agli ultimi

Occorre promuovere "una dedizione sempre più piena alla causa degli ultimi e dei poveri, giungendo fino alle periferie umane ed esistenziali dell’odierna società, per essere autentici apostoli della carità".

È l’invito - riportato da Vatican News - di papa Francesco in occasione del 40esimo Convegno nazionale delle Caritas diocesane che si è aperto lunedì 15 aprile ad Abano Terme (Padova). L’evento, che ospiterà fino al 19 aprile oltre 600 direttori e operatori di 220 Caritas diocesane, si svolge sul tema "Giovane è… una comunità che condivide".

Nella Chiesa italiana frutti di autentica carità e misericordia

Nel telegramma a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, il Papa ricorda monsignor Giovanni Nervo, primo presidente della Caritas italiana, e monsignor Giuseppe Pasini, direttore per un decennio: "Con il loro pensiero e la loro preziosa testimonianza di vita - afferma - hanno arricchito la Chiesa italiana di una eredità che continua a produrre frutti di autentica carità e misericordia".

I poveri sono il nostro "passaporto per il paradiso"

Nella Messa per la Giornata mondiale dei poveri, celebrata il 19 novembre 2017, il Papa aveva pronunciato queste parole: "Nei poveri, si manifesta la presenza di Gesù, che da ricco si è fatto povero (cfr 2 Cor 8,9). Per questo in loro, nella loro debolezza, c’è una “forza salvifica”. E se agli occhi del mondo hanno poco valore, sono loro che ci aprono la via al cielo, sono il nostro "passaporto per il paradiso". Per noi è dovere evangelico prenderci cura di loro, che sono la nostra vera ricchezza, e farlo non solo dando pane, ma anche spezzando con loro il pane della Parola, di cui essi sono i più naturali destinatari. Amare il povero significa lottare contro tutte le povertà, spirituali e materiali".

Mattarella: la solidarietà vinca egoismi e paure

La Caritas ha ricevuto anche un messaggio dal presidente Sergio Mattarella: “La nostra comunità nazionale - scrive il capo di stato - ha apprezzato negli anni il lavoro tenace delle Caritas diocesane, la fedeltà quotidiana alle persone, l'impegno sincero ad includere, ad emancipare dal bisogno, a rispettare la dignità e la libertà di ciascuno. Le stesse istituzioni, che hanno il compito di garantire l'universalità dei diritti sociali, traggono sostegno da quanto si muove con autonomia nella società, favorendo una crescita di consapevolezza, di cultura, di partecipazione e protagonismo dei cittadini. Il quarantesimo convegno nazionale è occasione propizia per esprimere il mio augurio a tutti i partecipanti e ai tanti che nelle diverse realtà territoriali prestano il loro prezioso servizio volontario per la crescita delle nostre comunità, a partire dal sostegno di chi ha maggiore bisogno. Costruire insieme un umanesimo condiviso richiede dialogo e apertura, amicizia e impegno, solidarietà e progettualità, capacità di affrontare il tempo nuovo con visione e ideali, superando sterili spinte all'individualismo che rischiano di alimentare egoismi, paura, sfiducia”.

Montenegro: i poveri hanno bisogno di amicizia

Aprendo il convegno, il cardinale Francesco Montenegro, presidente della Caritas Italiana, ha detto che i poveri non hanno bisogno solo di servizi ma anche di amicizia: “Dobbiamo imparare a stare accanto a loro e costruire comunità frizzanti, aperte e non chiuse come ripostigli".

Bassetti: evangelizzazione, sviluppo, pace e migrazioni

“Bisogna affrontare i problemi non partendo da ipotetici interessi di quella nazione o etnia ma dalle necessità della famiglia umana. Se non si parte da questa visione sarà difficile superare le contrapposizioni e le divisioni”. Così il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ha risposto a una domanda dei giornalisti in merito al possibile impegno di pace per la guerra in Siria a margine del Convegno delle Caritas in corso ad Abano. “In questa guerra con cinque eserciti che si contrappongono è molto difficile capire il perché, dove si vuole arrivare”, ha osservato. Il cardinale Bassetti ha raccontato con commozione del suo recente viaggio in Libano (con 4 milioni di abitanti accoglie un milione e mezzo di profughi dalla Siria), durante il quale ha incontrato famiglie siriane: “Ho visto bambini di tre o quattro anni con occhiaie scavate come anziani di 80 anni. Nonostante i miei sforzi non riuscivo a farli sorridere”.

Il presidente della Cei ha parlato oggi a lungo, nel suo intervento, dell’impegno e dell’azione di Giorgio La Pira, sindaco di Firenze negli anni ’50-’60, per il quale è in corso una causa di beatificazione. Su ispirazione di La Pira il cardinale Bassetti ha proposto al Consiglio permanente Cei di organizzare un incontro tra i rappresentanti di una quarantina di episcopati di tutte le nazioni che si affacciano sul Mediterraneo (compresi Patriarchi dell’Oriente, rappresentanti del mondo ortodosso) che si svolgerà nella primavera del 2019. “Abbiamo gli stessi problemi – ha spiegato – anziché rischiare di teorizzarli cercheremo di affrontare le situazioni concrete”. Tra i temi che saranno affrontati, oltre all’evangelizzazione, lo sviluppo, la pace, le migrazioni.

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