lunedì 12 dicembre 2022
Francesco, nei saluti del dopo Angelus, parla del Paese che lo accoglierà a inizio febbraio ed esprime la sua angoscia per le violenze che stanno agitando soprattutto lo Stato dell’Alto Nilo
Il Papa: preghiamo per la riconciliazione del Sud Sudan

Ansa

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"L'Avvento è un tempo di ribaltamento di prospettive, dove lasciarci stupire dalla grandezza della misericordia di Dio. Un tempo in cui, preparando il presepe per il Bambino Gesù, impariamo di nuovo chi è il nostro Signore; un tempo in cui uscire da certi schemi e pregiudizi verso Dio e i fratelli; un tempo in cui, anzichè pensare ai regali per noi, possiamo donare parole e gesti di consolazione a chi è ferito, come ha fatto Gesù con i ciechi, i sordi e gli zoppi". Così si è espresso il Papa all'Angelus commentando il Vangelo di oggi.
"Anche anche il più grande credente attraversa il tunnel del dubbio. Questo tunnel del dubbio non è risparmiato. E non è un male, anzi, talvolta è essenziale per la crescita spirituale: ci aiuta a capire che Dio è sempre più grande di come lo immaginiamo; le opere che compie sono sorprendenti rispetto ai nostri calcoli; il suo agire è diverso, supera i nostri bisogni e le nostre attese; e perciò non dobbiamo mai smettere di cercarlo e di convertirci al suo vero volto".

È preoccupato il Papa per la violenza che sta colpendo il Sud Sudan, Paese che lo aspetta dal 3 al 5 febbraio 2023, quando sarà nella capitale Juba con l'arcivescovo anglicano di Canterbury Justin Welby e il pastore Iain Greenshields, moderatore dell'Assemblea generale della Chiesa di Scozia, una tappa del suo viaggio in Africa che, dal 31 gennaio al 3 febbraio, lo vedrà visitare anche Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo.

La sua inquietudine Francesco l'ha espressa ai fedeli che ascoltano i saluti alla fine dell'Angelus: "Seguo con preoccupazione le notizie che giungono dal Sud Sudan circa i violenti scontri dei giorni scorsi. Preghiamo il Signore per la pace e la riconciliazione nazionale, affinché cessino gli attacchi e siano sempre rispettati i civili".

Vatican Media


La tradizionale benedizione del Papa dei bambinelli, le statuine di Gesù Bambino che i piccoli portano in Piazza San Pietro per poi metterle nel presepe di casa, è stato motivo per lanciare, nel dopo Angelus, un nuovo appello di Francesco per l’Ucraina: "Vi invito a pregare, davanti al presepio, perché il Natale del Signore porti un raggio di pace ai bambini del mondo intero, specialmente a quelli costretti a vivere i giorni terribili e bui della guerra, questa guerra in Ucraina che distrugge tante vite, tante vite, e tanti bambini".

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