lunedì 2 ottobre 2023
Francesco annuncia l’iniziativa “Impariamo dai bambini e dalle bambine". All'Angelus: «C’è più speranza nell’essere peccatori che corrotti». Appello per il Nagorno - Karabakh e l'Ucraina
Il Papa e i bambini di tutto il mondo insieme il 6 novembre

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Cinque bambini, in rappresentanza dei cinque continenti, si affacciano insieme a Papa Francesco durante la preghiera dell’Angelus. Sono lì, davanti ai tanti fedeli che li guardano, per presentare un’iniziativa che, spiega il Pontefice, si terrà il pomeriggio del 6 novembre, nell’Aula Paolo VI, sul tema: “Impariamo dai bambini e dalle bambine”, evento patrocinato dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione. Un incontro per manifestare il sogno di tutti noi: tornare ad avere dei sentimenti puri come bambini. Perché chi è puro come un bambino appartiene al Regno di Dio. I bambini ci insegnano la limpidezza delle relazioni, l’accoglienza spontanea di chi è forestiero e il rispetto per tutto il Creato. Cari bambini e a tutti voi vi aspetto per imparare anch’io da voi!


All’Angelus, davanti a circa 20mila fedeli, Francesco si sofferma sulla sincerità di chi prima dice di andare a lavorare nella vigna e poi non va, “un corrotto”, e di chi invece dice subito di no ma poi sceglie di tornare indietro, “un peccatore” che comunque agisce alla luce del sole.

Due risposte: un no che poi si ritratta e un sì falso. Sono quelle dei due figli, che il Vangelo odierno propone, alla richiesta di un padre di lavorare nella vigna. Francesco all’Angelus prende spunto da questo per guardare alla loro sincerità. Da un lato il tornare indietro su una posizione acquisita, dall’altro il finto assenso. Il primo è un peccatore, il secondo è un corrotto. Per il peccatore c’è sempre speranza di redenzione; per il corrotto, invece, è molto più difficile. Infatti i suoi falsi “sì”, le sue parvenze eleganti ma ipocrite e le sue finzioni diventate abitudini sono come uno spesso “muro di gomma”, dietro al quale si ripara dai richiami della coscienza. E questi ipocriti fanno tanto male! Fratelli e sorelle, peccatori sì – lo siamo tutti –, corrotti no! Peccatori sì, corrotti no!

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Andare a lavorare nella vigna, spiega il Papa, richiede sacrificio e costa ma il problema “non è tanto legato alla resistenza ad andare a lavorare nella vigna, ma alla sincerità o meno di fronte al padre e di fronte a sé stessi”. Uno dei figli, pur dicendo sì, vuole fuggire da un confronto, sceglie il “finto assenso” che gli salva la faccia ma così delude il padre. E' un'ipocrita. Il problema di un uomo che si comporta così è che non è solo un peccatore, ma un corrotto, perché mente senza problemi per coprire e camuffare la sua disubbidienza, senza accettare alcun dialogo o confronto onesto. L'altro figlio è coraggioso nella sua riluttanza, sottolinea il Papa, agisce alla luce del sole, si prende le conseguenze del suo no. Ma “con questa onestà di fondo, finisce col mettersi in discussione, arrivando a capire di avere sbagliato e tornando sui suoi passi”. Da qui Francesco esorta a farsi alcune domande:

Di fronte alla fatica di vivere una vita onesta e generosa, di impegnarmi secondo la volontà del Padre, sono disposto a dire “sì” ogni giorno, anche se costa? E quando non ce la faccio, sono sincero nel confrontarmi con Dio sulle mie difficoltà, le mie cadute, le mie fragilità? E quando dico “no”, poi torno indietro? Parliamo con il Signore di questo. Quando sbaglio, sono disposto a pentirmi e a tornare sui miei passi? Oppure faccio finta di niente e vivo indossando una maschera, preoccupandomi solo di apparire bravo e per bene? In definitiva, sono un peccatore, come tutti, oppure c’è in me qualcosa di corrotto? Non dimenticatevi: peccatori sì, corrotti no. Un esame di coscienza per il quale chiedere aiuto a Maria, “specchio di santità”, per chiederle di essere cristiani sinceri.

DOPO L'ANGELUS

Al termine della preghiera mariana, Francesco si affaccia con 5 bambini per presentare l'iniziativa “Impariamo dai bambini e dalle bambine”, ricorda la beatificazione di don Beotti poi il pensiero al Nagorno - Karabakh e alle vittime a Stepanakert per l'esplosione di un deposito di carburante. Il pensiero del Papa va a questo mese di ottobre, mese del Rosario, invita a pregare per l'Ucraina e per il Sinodo dei vescovi.

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