sabato 8 aprile 2017

Gentile direttore,

qualcuno doveva prendere una decisione, e agire. Non era possibile rimanere con la testa girata da un’altra parte, davanti ad atrocità che avevamo appreso dai libri di Storia, dai documentari e ancora da qualche reduce, sugli abomini perpetrati nel periodo bellico del primo conflitto mondiale e durante le “imprese” coloniali, facendo largo uso e abuso di gas iprite e nervino. Sarà anche un’azione muscolare quella di Donald Trump, ma almeno fa capire chi comanda! Non comandano i vecchi regimi diventati oggi comunisti e capitalisti... . E già: si contrappongono nuovamente agli Usa vecchi blocchi. Russia, Cina e Iran schierati accanto a chi, Assad, sta facendo scempio del suo stesso Paese, a ogni costo e con qualsiasi mezzo. La linea degli Usa è invece quella di sempre: interventismo. E chi è nel “mondo di mezzo”, noi europei, non può che continuare a perseguire una politica che, purtroppo e per tradizione, è subalterna. In questo scenario c’è solo da sperare che non prevalgano gli istinti muscolari che si giustificano perché certe misure “andavano comunque prese”, che si eviti una escalation e si scongiuri un altro conflitto mondiale.

Adalberto de’ Bartolomeis, Monselice (Pd)

Caro direttore,

ho appreso, con grande preoccupazione, dell’attacco missilistico Usa contro la Siria, contro l’esercito di Assad. A me pare che questa azione militare sia irresponsabile e molto pericolosa (perché sul terreno siriano ci sono basi russe) e illegale (perché attuata scavalcando l’Onu) cioè al di fuori delle regole internazionali, come se gli Stati Uniti avessero la delega di “guardiani del mondo”. Gli Usa, principali responsabili con le guerre della Nato contro l’Iraq e la Libia e il sostegno ai ribelli siriani, della crescita del Daesh e dell’attuale situazione disastrosa di Medio Oriente e Africa del Nord, ora con questo intervento militare, giustificato con il pretesto dell’uso di gas tossici da parte di Assad (che mi ricorda quello della strage di Racak per l’intervento contro la Serbia), riportano nel caos una situazione che con l’intervento della Russia e la liberazione di Aleppo sembrava offrire possibilità di pace. Il presidente Trump aggiunge guerra alla guerra, aggravando la situazione siriana con il rischio di un confronto con la Russia, e se a ciò si aggiunge la minaccia di un intervento militare contro la Corea Nord c’è veramente da preoccuparsi... Spero che il governo italiano e il sistema dell’informazione globale prendano le distanze dal folle e illegale intervento statunitense che minaccia di trascinare l’Italia e il mondo in una terza guerra mondiale non più a pezzi...

Ireo Bono, Savona

Gentile direttore,

abbiamo scoperto che anche Trump, come il suo predecessore Obama, è un burattino nelle mani dei guerrafondai che, ancor prima di prove certe, scatena i suoi missili “intelligenti”, (che non fanno vittime...), per punire il “sicuro” crimine di Assad e Putin. Gli schieramenti contrapposti sono già pronti armati fino ai denti. L’Europa e l’Italia, supine alla versione dei fatti degli Usa, pagheranno amaramente la loro stoltezza. Una lucida e diabolica follia ha corrotto le Democrazie senza Dio. Anche se Trump – che ha tradito le sue promesse elettorali – invoca la Sua protezione. Oggi (ieri, ndr), penultimo venerdì di Quaresima, ricordiamo la dolorosa passione e morte di Gesù Cristo. Sì, come sempre, la vittima più illustre dell’insipienza umana, è la Verità. Anche oggi, la menzogna camuffata da verità “liberante”, diffusa da quasi tutti i media, e accolta supinamente da leader senza coscienza, domina incontrastata! Chi crede, preghi.

Claudio Forti, Trento

Caro direttore,

credo che ci si trovi di fronte a un immenso “fake”, una menzogna che non sarà semplice smontare e che offre ora al presidente Trump il destro di giustificare le sue bombe in Siria. Sorprende l’unisono con gli altri Paesi, da Israele al Canada passando per la Ue, quasi ci fosse qualcosa di concertato, come se molti attendessero questo momento. Mogherini conosce il colpevole e già sentenzia: Assad dovrà rispondere di crimini contro l’umanità... a che ci serve l’inchiesta? Eppure tutti possono arrivare a comprendere che Assad non avrebbe ricavato alcun vantaggio dall’uso di armi chimiche su un villaggio qualunque nelle retrovie dei “ribelli-mode-rati”, dopo che le sue truppe avevano respinto la massiccia offensiva jihadista scatenata 3 settimane fa contro Homs. Qualcuno forse ricorderà quando, nel 2013, la Siria rinunciò al proprio arsenale chimico consegnandolo alla comunità internazionale, sotto gli occhi degli ispettori Onu. Qualcuno ricorderà che, nel 2013, il bombardamento chimico di Ghouta (presso Damasco) era stato attribuito (proprio come accade oggi...) dal precedente presidente Usa Obama ad Assad per giustificare un attacco diretto da parte degli Usa contro la Siria, salvo venire a sapere qualche tempo dopo da Carla Del Ponte, magistrato incaricato dall’Onu per l’inchiesta, che l’esercito siriano non aveva avuto alcuna parte in quel massacro. Più di qualcuno ricorderà anche l’uso reiterato di armi chimiche fatto dai “ribelli-moderati” non solo a Ghouta, ma anche ad Aleppo. Per questo, direttore, anch’io non posso credere senza una conferma indipendente e ben fondata a queste accuse, rilanciate dai media di tutto il mondo senza alcun senso critico o senso di responsabilità, tese a giustificare (senza neppure attendere un’inchiesta ufficiale) un’ulteriore escalation del conflitto. Chi ha imbastito questo caso (al prezzo cinico dell’ennesimo massacro di innocenti) non voleva la conclusione delle ostilità, voleva rilanciare il conflitto e rovesciarne il prevedibile esito, voleva riaprire la partita. Per me, non sono stati i siriani.

Stefano Aviani Barbacci, Viterbo

Mi colpisce, ma ancora una volta non mi stupisce, il tono dolente e gravido di preoccupazioni di tutti coloro che ci hanno scritto in queste ore, dopo il contrattacco – chiamiamolo così – deciso da Donald Trump contro le forze armate del regime di Damasco a seguito della terribile «strage chimica» di Khan Sheikun a loro addebitata. Accomuna chi è disposto a capire la scelta del presidente Usa e chi la contesta duramente. A nessuno possono infatti piacere eventi che prefigurano il perpetuarsi e, se possibile, l’arroventarsi dell’inferno nel quale la Siria e la sua gente sono stati precipitati più di cinque anni fa diventando “campo di battaglia” e vittime del dittatore baathista, dei suoi alleati, dei suoi molti e spesso altrettanto cinici e spietati nemici. Non invidio e un po’ compiango chi ha certezze politiche assolute davanti alla tragedia siriana. Perché anche dentro a quest’ultima straziante escalation ne trovo solo una, di certezza, quella scandita nella frase che chiude la lettera del signor Aviani Barbacci: «Non sono stati i siriani». I siriani sono le vittime: dei gas e dei missili. Tutti gli altri – capi fazione locali e leader mondiali – sono carnefici e complici. O ignavi.

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