martedì 14 febbraio 2017
Il presidente Usa aveva annunciato il ritorno alla divisione tra istituti tradizionali e di investimento, ma i primi atti vanno nella direzione opposta. La «differenza» buona delle Bcc
La sede della Borsa di New York (Ansa)

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Gentile direttore,

Trump ha, giustamente, abolito il Glass-Steagall Act che mischiava banche commerciali con banche d’affari. Fino al 1993, anche in Italia vigeva tale distinzione. Purtroppo nel 1993 fu introdotta, per incompetenza, una nuova ’’Legge bancaria’’ che ha, nuovamente, rimescolato le due categorie di banche. Adesso, per questa follia, in Italia potrebbe attecchire anche il "bail in" (ma vietato dall’art 47 della Costituzione). Si parla tanto del fondo pubblico che protegge il risparmio sotto i centomila euro; però vorrei sapere: dove è? Quanti fondi ha? Chi lo controlla? Tuttavia è bene imitare le Bcc che hanno un fondo proprio aggiuntivo a difesa del risparmio sotto i centomila euro. Esse sono anche l’ossatura bancaria italiana per i 'prestiti di prossimità’’ a famiglie e piccole e medie imprese dell’Italia profonda, sono sostenute e controllate da vicino dalla loro Federazione e si salvano a vicenda in caso di pericolo.

Gian Carlo Politi


Il direttore, gentile lettore, mi affida la risposta alla sua domanda o, meglio, alle diverse questioni in materia finanziaria che lei pone. Inizio dalla prima, relativa al Glass-Steagall Act e ai pronunciamenti nel merito del presidente americano Donald Trump. La Legge bancaria statunitense così denominata venne introdotta da Franklin Delano Roosevelt dopo la crisi del 1929, uno choc sistemico che aveva provocato il fallimento di centinaia di banche, scottando milioni di risparmiatori statunitensi, e si era poi propagato in tutto il mondo. Per prevenire episodi di panico analoghi e quindi future fughe dagli sportelli, il Glass-Steagall Act introdusse una netta separazione fra attività bancaria tradizionale e attività bancaria d’investimento, quella propria delle banche d’affari. La norma fu poi abrogata nel 1999, sotto la presidenza Clinton, permettendo nuovamente alle banche di effettuare qualsiasi tipo d’investimento, anche rischioso, pure con i soldi raccolti dalla clientela. Il fallimento di Lehman Brothers nel 2008 – la più grande bancarotta nella storia americana, visto che la celeberrima banca d’affari finita sul lastrico denunciò debiti per 613 miliardi di dollari – indusse il governo Usa a fare parzialmente marcia indietro tanto che, sotto la presidenza Obama, nel 2010, è stato introdotto il Dodd-Franck Act, un sistema di controlli più stringente per evitare nuovi casi Lehman. Il titolo VI della Legge, in particolare, prevede la 'Volcker Rule', una regola per impedire alle banche d’affari di effettuare il cosiddetto '
proprietary trading', di utilizzare cioè i depositi per 'giocare in Borsa'. Una norma antispeculazione, dunque, che riecheggia il Glass-Steagall Act del 1933. Nel corso di un’accesa campagna elettorale, Donald Trump aveva annunciato proprio l’intenzione di riesumare codesta Legge. Varcata la porta della Casa Bianca ha tuttavia agito diversamente, firmando all’opposto un ordine esecutivo per depotenziare il Dodd-Franck Act. Non è ancora chiaro in quale misura, anche se la volontà anticipata dal potente consigliere economico di Trump, l’ex presidente di Goldman Sachs Gary Cohn, è quella di modificare l’Atto per «sgravare le banche dai centinaia di miliardi di dollari di costi regolamentari» che appesantiscono i loro bilanci. Una deregolamentazione che potrebbe però riaccendere le pulsioni speculative dei colossi di Wall Street nonché amplificare i rischi sistemici. Dunque, il rischio concreto è che i provvedimenti di Trump vadano in direzione opposta a ciò che lui aveva promesso, che anche noi auspichiamo e che lei dà per realizzato. Purtroppo non è così... E veniamo all’Italia. Qui da noi la separazione fra banca commerciale e banca d’affari fu effettivamente eliminata con la Legge Amato, fra il 1990 e il 1993, portando alla costituzione della 'banca universale', anche se, va detto, nel nostro Paese non si sono mai sviluppati colossi finanziari esclusivamente dediti all’attività d’investimento e al trading sui mercati. Gli istituti di credito hanno cioè in genere continuato a svolgere prevalentemente l’attività di banca commerciale. Da sempre, tuttavia, siamo, fra quanti ritengono che reintrodurre tale distinzione potrebbe essere in ogni caso utile in chiave sistemica, anche se è evidente che il ridisegno complessivo andrebbe ormai perseguito a livello europeo. Venendo alle ultime questioni, sulle quali mi posso soffermare solo brevemente, per quel che concerne il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd), si tratta di un consorzio di diritto privato costituito nel 1987 su base volontaria e divenuto successivamente obbligatorio. Il Fondo copre fino a 100.000 euro i depositi dei clienti bancari ed è alimentato dalle banche stesse. Vi aderiscono tutti gli istituti di credito operanti in Italia a eccezione delle Bcc, che dispongono invece di uno strumento analogo, robusto ed efficiente, alimentato in autonomia come lei ricorda dal sistema del Credito cooperativo. Un altro motivo per considerare quelle 'Banche differenti' non un’anomalia (come alcuni interessati vogliono fa credere), ma un fiore all’occhiello del nostro Paese.

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