mercoledì 14 gennaio 2009
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Caro Direttore,ho appena terminato di leggere su «Popotus» del 3 gennaio le pagine dedicate all’astronomia e all’astrologia. È un argomento che mi sta a cuore in quanto madre di due figli (di 1 e 4 anni) e catechista di molti altri. Questa la mia domanda: perché la trasmissione Rai «La prova del cuoco», nella sua puntata del sabato dedicata ai più piccoli inizia con l’oroscopo? Con imbarazzo, davanti al figlio più grande, mi fingo un po’ sbadata e accendo il televisore in ritardo, sperando che l’«indovino» abbia già terminato il suo prodotto. Complimenti per «Avvenire».

Barbara Facca, Pordenone

La sua perplessità, cara Barbara, è motivata e pienamente condivisibile. Gli oroscopi sono divenuti un leit-motiv continuamente ricorrente, che impazza in ogni dove e in ogni momento della nostra giornata: non solo in televisione, ma anche sui giornali, nella pubblicità, nella conversazione in ufficio, persino su autobus e tram. L’oroscopo, ritenuto dai più alla stregua di un gioco innocuo, è divenuto ormai una presenza costante, pervasiva sia della coscienza sia dell’inconscio. Anzi, lo zodiaco è considerato l’ingrediente fisso d’apertura della giornata, un po’ come il caffellatte del mattino. Per questo finisce con il non stupire l’inserimento di certe «rubriche» persino nello spazio di una trasmissione per bambini. Deve però scandalizzare e suscitare la nostra ferma protesta, considerata l’inconsistenza culturale di questi «prodotti» e considerato, soprattutto, il ruolo della tv, la grande «educatrice» di questo tempo, la quale non può limitarsi a dare acritico spazio alle mode, ma dovrebbe necessariamente esercitare un vaglio rigoroso, avendo come riferimento valori veri. Il problema, insomma, va letto in chiave culturale: l’esoterismo diviene, nell’odierna fragilità antropologica, un surrogato della forza interiore, della fede e della speranza. La divinazione, la superstizione, i tarocchi, l’occultismo, la magia e via dicendo («arti» spesso esercitate da ciarlatani senza scrupoli che lucrano sulla credulità popolare) offendono non solo Dio, ma la ragione umana. L’oroscopo, insomma, sarà anche uno scherzo, ma non è affatto uno scherzo una certa diffusa e confusa mentalità, prontamente sfruttata a fini commerciali. Per questo è importante confermarsi nel giudizio – chiarissimo – espresso su queste cose dal magistero della Chiesa, per esempio andando a rileggere l’invito che Papa Giovanni Paolo II rivolse da San Pietro, durante il Te Deum di ringraziamento di fine 2001: «... Gesù ci esorta a non investigare inutilmente su ciò che è riservato a Dio, che è appunto il corso degli eventi, ma a utilizzare il tempo che ciascuno ha a disposizione, cioè il presente, operando con amore filiale per la diffusione del Vangelo in ogni angolo del pianeta». L’amore di Dio: è questa la sola, vera buona Notizia.
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