Sperare, chinarsi, pregare: cominciare da Lui e da sé stessi. Non siamo illusi (la pace si fa)


Ernesto Olivero martedì 19 gennaio 2016
Non sono un illuso a pensare che la pace è possibile. Sì, possibile. Anche tra le religioni o tra le correnti di una stessa religione. Sì, possibile. Perché prima o poi nella vita l’uomo alza lo sguardo, e nello sguardo vede un unico Padre di tutta l’umanità. Questo insegna l’esperienza umana. Questa è stata l’esperienza della mia vita. Da quel momento, da quando ho visto un unico Padre e noi uomini tutti fratelli, di ogni colore, provenienza, lingua, tutto ho visto da un’angolazione diversa. Un solo Padre e tutti fratelli. Questa è l’umanità. Da quel momento l’amicizia con il Padre è diventata più intima. La preghiera è diventata incessante. Il mio punto di vista è cambiato. La mia ragione è cambiata, il mio modo di pensare è cambiato, sono cambiate le mie opinioni. Ho continuato a vivere la mia vita nella storia. Questa vita. Sempre più piantato per terra, ma senza più girarmi da un’altra parte davanti alla sofferenza. Vivo il mio dolore di uomo, ma a ogni grido che chiede di essere aiutato, cerco di scendere dalla mia sicurezza, di farmi vicino al dolore che aspetta di essere consolato. Lo faccio mio. Diventa il mio dolore. Sì, la pace è possibile. Non sono un illuso. Ma come, come farlo capire a chi uccide in nome di Dio, che è Padre di tutti? Come, come, come, si ripetevano i tre profeti, Mosè, Isaia e Geremia, usando tutti e tre la stessa parola ebraica echà, come. Un 'come' che si rifiuta di essere disperato, che vuole essere pieno di speranza. Come, come far capire? Come, che non sia cominciando da me? Come, che non sia cominciando ognuno da se stesso? Da oggi mi piegherò di più di prima sul grido di chi chiama e chiede attenzione, consolazione, la gioia di cui ha diritto. Da oggi pregherò di più per ogni fratello di questa immensa umanità che dimentica di avere un unico Padre, uno solo per tutti. Da oggi spererò di più. La preghiera, lei, mi avvolgerà e mi aiuterà a sperare, a chinarmi, a pregare, perché la preghiera si alimenta di preghiera. So di essere un ingenuo, ma non sono un illuso. Sì, la pace è possibile. Comincio da me. Senza echà, senza come. Come, Dio solo lo sa. Senza come: bila kaif, come dicono i fratelli dell’islam. Bila kaif mi abbandono nelle mani di Dio.
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