sabato 20 agosto 2011
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Caro direttore, mi sorprende e, sinceramente, mi rattrista sapere che gli "indignados" (quelli che da maggio manifestano per chiedere al governo spagnolo più giustizia sociale, meno corruzione, più equità, meno precariato, ecc…) si siano uniti alle manifestazioni (manifestazioni peraltro basate su falsi presupposti, visto che la Gmg non costerà un solo euro alle casse di quello Stato) contro l’arrivo del Papa in Spagna: forse hanno dimenticato che Cristo – di cui il Papa è il Vicario – ha a cuore il bene dell’uomo e quindi è dalla parte di chi, come gli "indignados", ha sete di giustizia, di pace, di verità? Gli "indignados" forse dimenticano anche che il Papa ha spesso parlato di «diritto delle nuove generazioni a potersi costruire una vita stabile, anche sotto il profilo lavorativo ed economico». E per sovrappiù dimenticano che ha parlato, nella Caritas in veritate, dei meccanismi capitalisti perversi che hanno portato alla crisi finanziaria ed economica (che ha le sue vere radici in una crisi antropologica) che viviamo in questo tempo. Insomma, a ben guardare, gli "indignados", e così tutti gli uomini che hanno a cuore i più nobili valori, hanno nel Papa – e quindi nella Chiesa di Cristo – un alleato, non un nemico. E allora perché gli "indignados" dimenticano e contestano chi, invece, è lì per aiutarli? Io, quello degli "indignados", lo trovo un comportamento strano: e lei?

Daniele Ridolfi, Rimini

C'è un mondo politico e culturale che si nutre di desideri leggeri e di slogan furbetti e cattivi, di inimicizie preventive e roventi. È un mondo soprattutto virtual–mediatico, caro signor Ridolfi, ma risucchia anche tante persone vere. E i risultati sono invettive come quelle scagliate ciecamente contro il Papa e la Chiesa. Ma gli errori di giudizio (e di bersaglio) non cambiano la realtà, la complicano. È così che chi s’indigna per l’ingiustizia e la precarietà finisce per ritrovarsi – come lei dice – un po’ più solo. È strano? Ovvio. E non è neanche una novità, ma solo la triste conferma che la fatica di vivere, l’assenza di speranza e certe martellanti propagande assordano e offuscano occhi, testa e cuore, anche se non possono smorzare la voce del Vicario di Cristo né rendere opaco lo sguardo sul futuro che esercita e offre. Anche giovedì, in volo da Roma e poi a Madrid, Papa Benedetto ha parlato chiaro e forte, ha spiazzato e indicato la via. Ieri ha continuano a farlo. Chi sa – e vuole – ascoltare, certo capisce.

Marco Tarquinio

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