Colpo di maglio del Covid sui progressi per l'infanzia
venerdì 10 dicembre 2021

Caro direttore,

il Covid-19 ha colpito i bambini e le bambine del pianeta in una misura senza precedenti, diventando la peggiore crisi per l’infanzia che l’Unicef abbia registrato nei suoi 75 anni di storia. Tant’è che, in un Rapporto lanciato ieri, stima che ben 100 milioni di piccoli in più vivano, oggi, in povertà multidimensionale a causa della pandemia, un aumento del 10% dal 2019. Tutto questo genera estrema preoccupazione perché il percorso per riguadagnare il terreno perduto è lungo e, nel migliore dei casi, ci vorranno sette-otto anni per tornare ai livelli di povertà infantile pre-pandemia.

Sono minacciati decenni di progressi sulle sfide principali per l’infanzia: povertà, salute, accesso all’istruzione, nutrizione, protezione, benessere mentale e, a quasi due anni dall’inizio della crisi, l’impatto diffuso del morbo continua ad aggravarsi, radicando disuguaglianze.

Rispetto a prima della pandemia, circa 60 milioni di bambini in più si trovano ora in famiglie povere. Inoltre, nel 2020, oltre 23 milioni di piccoli hanno saltato i vaccini essenziali, con un incremento di quasi 4 milioni dal 2019, il numero più alto in 11 anni. Sempre prima della pandemia, circa 1 miliardo di bambini in tutto il mondo soffriva di almeno una privazione grave, cioè era senza accesso adeguato a istruzione, salute, alloggio, nutrizione, servizi igienici o acqua. Anche questo numero è in aumento, e i più emarginati e vulnerabili sono i più colpiti.

Alcuni esempi. Le problematiche di salute mentale colpiscono più del 13% degli adolescenti tra i 10 e i 19 anni in tutto il mondo. Entro ottobre 2020, la pandemia aveva interrotto o fermato i servizi critici di salute mentale nel 93% dei Paesi in tutto il mondo. Prima della fine del decennio potrebbero verificarsi fino a 10 milioni di matrimoni precoci in più a causa del Covid. Il numero di bambini vittime di lavoro minorile è salito a 160 milioni in tutto il mondo (un aumento di 8,4 milioni di bambini negli ultimi quattro anni) e altri 9 milioni rischiano di esservi spinti entro la fine del 2022. Al culmine dell’emergenza, 1,8 miliardi di bambini vivevano nei 104 Paesi in cui i servizi di prevenzione e risposta alla violenza erano seriamente interrotti. Soffrono di malnutrizione acuta, la più pericolosa per la vita, almeno 50 milioni di piccoli e questa cifra potrebbe aumentare di 9 milioni entro il 2022 a causa dell’impatto della crisi pandemica sulla dieta dei bambini, sui servizi di nutrizione e sulle pratiche alimentari. Al picco della pandemia, più di 1,6 miliardi di studenti non andavano a scuola a causa delle chiusure nazionali. E nel primo anno di crisi le scuole sono state chiuse in tutto il mondo per quasi l’80% delle lezioni in presenza.

Insomma, mentre il numero di bambini e bambine che hanno fame, non vanno a scuola, subiscono abusi, vivono in povertà o sono costretti a sposarsi sta aumentando, il numero di piccoli che hanno accesso alle cure sanitarie, ai vaccini, a cibo sufficiente e ai servizi essenziali sta diminuendo. In fondo a un anno in cui avremmo dovuto guardare avanti, stiamo invece guardando e andando indietro. Per di più le altre minacce per i più piccoli a livello globale non sono affatto cessate. 426 milioni di bambini – quasi 1 su 5 – vivono in zone in cui i conflitti stanno diventando sempre più intensi e colpiscono pesantemente i civili, in modo terribilmente sproporzionato l’infanzia e soprattutto le ragazzine, esposte a rischio di violenza sessuale. L’80% di tutti i bisogni umanitari sono determinati dai conflitti. Allo stesso modo, circa 1 miliardo di bambini – quasi la metà dei piccoli del mondo – vive in Paesi che sono a 'rischio estremamente alto' per gli impatti del cambiamento climatico.

Bisogna dunque recuperare il tempo perduto, investire nella protezione sociale, nel capitale umano e nella spesa per una ripresa inclusiva e resiliente, affrontare la pandemia in ogni continente e Paese con la piena fruibilità dei vaccini e invertendo anche così l’allarmante regresso nella salute e nella nutrizione infantile. C’è da ricostruire il mondo in modo più solido, assicurando un’istruzione di qualità, protezione e una buona salute mentale per ogni bambino. E c’è da prevenire, rispondere e proteggere meglio i bambini dalle crisi da carestie e calamitosi cambiamenti climatici.

Portavoce Unicef per l’Italia

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