L’attenzione di Avvenire al cammino dei cristiani Lgbt
venerdì 12 ottobre 2018

Caro direttore,
desidero ringraziare “Avvenire” per il coraggio della pubblicazione dei due articoli di Luciano Moia sul V Forum dei cristiani lgbt. Sono un presbitero e da alcuni anni seguo in parrocchia un gruppo di cristiani lgbt, assieme ad alcuni genitori. Ho potuto toccare con mano la fatica che la Chiesa fa nei confronti delle persone omosessuali. Allo stesso tempo, ho toccato con mano la presenza del Signore nelle situazioni di sofferenza a causa della discriminazione che queste persone vivono. I tre giorni del Forum, al quale per la prima volta ho partecipato, sono stati un vero dono del Signore. Abbiamo respirato un clima di accoglienza e rispetto. Abbiamo pregato insieme, come fratelli e sorelle amati dal Signore. Ci siamo confrontati sullo stile di Chiesa in cui vogliamo vivere e che vogliamo contribuire a costruire con l’aiuto dello Spirito Santo. Abbiamo ascoltato testimonianze e riflessioni significative, di teologi, un vescovo, una pastora. La Chiesa che accoglie tutti e tutte senza discriminazioni è il segno del Signore risorto nel mondo. Grazie ancora per il servizio che state compiendo.

don Paolo Cugini Diocesi di Reggio Emilia – Guastalla

Non è il primo articolo, caro don Paolo¸ che in questi anni abbiamo dedicato al cammino delle persone omosessuali e transessuali che intendono vivere la fede cristiana nella Chiesa consapevoli della propria dignità di figli di Dio e – come ho sottolineato più volte – dell’esigente proposta che essa continua a rivolgere loro. Ovviamente non sarà neppure l’ultimo. Come ha sintetizzato con efficacia Luciano Moia, dando conto della parola rivolta dal vescovo Marcello Semeraro ai partecipanti al Forum che si è riunito ad Albano, l’importante è concentrarsi sul sostantivo «cristiani» piuttosto che sull’aggettivo «lgbt».

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