Attacco massiccio su Kiev: almeno dieci morti tra i civili
di Giulia Isola
Droni, missili da crociera e balistici russi hanno distrutto edifici residenziali nel centro della capitale ucraina. I feriti sono almeno 54, ma il bilancio è provvisorio. I cittadini sono tutti corsi nei rifugi

Un raid russo ha colpito per tutta la notte la capitale ucraina, Kiev, uccidendo almeno dieci persone e ferendone 54. Il bilancio, però, è ancora provvisorio. Missili da crociera, missili balistici e droni hanno distrutto edifici residenziali, danneggiato un hotel nel centro della città e incendiato palazzi multipiano. Le vittime sarebbero perlopiù civili. Gli attacchi non hanno colpito solo la capitale: alle 8 italiane si contavano danni e distruzioni in oltre trenta località del distretto di Kiev. «Il nemico sta nuovamente prendendo di mira le zone residenziali e uccidendo i civili – ha dichiarato il capo dell’amministrazione militare della città, Tymur Tkachenko –. Abbiamo assistito a gravissime distruzioni e a un numero significativo di vittime, tra cui bambini».
Le prime esplosioni si sono avvertite in città attorno alle 22 italiane di ieri sera. Subito le autorità ucraine hanno attivato le difese aeree per contrastare l’attività dei droni, ma in breve gli aeromobili hanno cominciato a «piombare da tutte le direzioni», ha avvertito Tkachenko. Come sono abituati a fare da anni, i cittadini della capitale sono subito corsi nei rifugi: molti si sono rifugiati nelle stazioni della metropolitana, alcuni hanno montato tende in previsione di una lunga notte. In superficie, gli edifici della città sono stati subito avvolti dalle fiamme: per primo, il tetto di un albergo e, poi, altri palazzi nel quartiere Shevchenkivsky, tra i più centrali nella capitale. «Soccorritori e vigili del fuoco sono presenti ovunque», rassicurava nella notte il sindaco di Kiev Vitaliy Klitchko. Per ore, però, il raid russo non ha concesso tregua: «Il nemico continua a lanciare razzi contro la capitale», scriveva sui social il primo cittadino. In quegli stessi minuti, da Mosca, prendevano il volo dieci bombardieri strategici - sette Tupolev Tu-95MS e tre Tupolev Tu-160 – decollati dalle loro basi. Alle 8 italiane, l’attacco sarebbe ancora in corso.
Il raid, in realtà, era atteso dal governo di Kiev: qualche ora prima, da Dublino, il presidente Volodymyr Zelensky aveva avvertito che la Russia era pronta a «un nuovo attacco massiccio» sul Paese: «Abbiamo informazioni spiacevoli», aveva detto annunciando che avrebbe lasciato «rapidamente» l’Irlanda. Il Cremlino ha giustificato i bombardamenti come una «rappresaglia agli attacchi terroristici dell’Ucraina contro strutture civili in territorio russo», come si legge in una nota del ministero della Difesa riportata dall’agenzia di stampa Tass. Una prima risposta militare ucraina è arrivata stamani a Kstovo, nella regione di Nizhny Novgorod, dove una raffineria della Lukoil è andata in fiamme in seguito a un bombardamento ucraino. Si tratterebbe di uno degli impianti petroliferi più importanti del Paese, che serve l’intera regione di Mosca raffinando circa 17 milioni di tonnellate di greggio all’anno, impiegato per produrre combustibile per auto e cherosene per aerei.
I bombardamenti russi di stanotte sono arrivati a qualche giorno da un incontro che potrebbe cambiare l’equilibrio interno ucraino. L’ambasciatore di Kiev nel Regno Unito, Valerii Zaluzhny, e il presidente Zelensky hanno parlato a lungo, nella residenza di Stato ucraina, del prossimo futuro del Paese. Il diplomatico, generale e simbolo della resistenza ucraina, ha manifestato l’intenzione di candidarsi alla presidenza. Quando? Già il prossimo autunno, se Zelensky riterrà che ci saranno le condizioni per andare alle urne. Il mandato del presidente in carica, in effetti, è scaduto nella primavera del 2024 ma la legge marziale ha sempre rinviato le presidenziali. Il capo dello Stato, secondo quanto riportato dall'Ukrainska Pravda, questa volta ha davvero parlato con l'ex comandante delle Forze ucraine di una finestra di opportunità per il voto. Con un obiettivo, tuttavia: evitare che la società ucraina si spacchi, facendo il gioco dello zar. Al momento, la candidatura di Zaluzhny sembra cosa fatta, ma le prossime settimane scioglieranno i nodi sulle possibilità reali di una tornata elettorale in periodo di guerra.
La guerra in Ucraina ha provocato più di due milioni di vittime militari tra russi e ucraini — feriti, morti e dispersi — secondo uno studio pubblicato dal Center for Strategic and International Studies (Csis), un think tank statunitense. Mosca ha subito la quota maggiore delle perdite, con 400.000-450.000 morti su un totale stimato di 1,4 milioni di vittime tra le sue truppe dall'invasione dell'Ucraina, avvenuta più di quattro anni fa, spiega il Csis. Da parte sua, l'esercito ucraino ha subito la perdita di 125.000 militari. Inoltre, tra 525.000 e 625.000 dei suoi soldati sono rimasti feriti. Il numero di morti russi in Ucraina è più di quattro volte superiore al numero totale dei militari statunitensi morti in tutti i conflitti dalla Seconda guerra mondiale, e più di nove volte superiore al numero totale dei morti russi in tutti i conflitti nello stesso periodo.
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