Quante sono le vittime della guerra? Ecco i numeri (oltre il blackout informativo)
di Daniele Zappalà, Parigi
In Iran si contano già 1.230 morti, dei quali 175 solo nel bombardamento di una scuola femminile a Minab. Il Libano piange 102 persone, 10 civili sono stati uccisi in Israele. Ma fare chiarezza sui dati e sulle storie resta difficile e le inchieste si fanno con le immagini satellitari

Fra le macerie, cartelle di scolarette ricoperte di sangue. Nel cimitero più vicino, invece, allineamenti sinistri di fosse scavate per i cadaveri. Sono scene giunte da Minab, nella provincia iraniana meridionale di Hormozgan (affacciata sullo Stretto di Hormuz), dove sabato scorso, nel primo giorno di bombardamenti israelo-americani, poco dopo lo scoppio delle ostilità, è stata sventrata una scuola primaria femminile. Nelle ultime ore, ad accreditare le immagini sono state le inchieste condotte da due testate, il New York Times e Le Monde.
Secondo il quotidiano parigino, un’immagine satellitare scattata mercoledì rivela, su ampio raggio, la portata della catastrofe. Oltre alla scuola, per due terzi in macerie, sono stati distrutti gli edifici, distanti solo poche centinaia di metri, di un complesso appartenente ai Guardiani della rivoluzione, la milizia politica speciale del regime. Più precisamente, una base dei Pasdaran che accoglierebbe, secondo i media iraniani citati da Le Monde, una clinica, un centro culturale, ma soprattutto «una delle più importanti brigate missilistiche» della marina dei “guardiani”. Nel caso della base, si tratta di «impatti localizzati al centro degli edifici».
Fondata su decine di video e foto autentificate, l’inchiesta condotta in Francia ha appurato l’attendibilità delle dichiarazioni della Mezzaluna Rossa, secondo cui le ricerche dei corpi sotto le macerie sono durate 28 ore. «Su un video, una vittima inanimata indossa la stessa uniforme verde turchese delle scolare» documentate sul posto anche in filmati risalenti a prima del bombardamento. Secondo fonti iraniane, le bambine erano in classe. Fra le immagini autentificate da Le Monde, pure quelle di «decine di corpi in un obitorio». Compresi cadaveri infantili.
Nel complesso, l’inchiesta dimostra che vi sono state «numerose vittime civili, fra cui bambini». Ma i media internazionali come Le Monde non possono invece verificare l’esattezza dei dati comunicati da fonti iraniane, secondo le quali i bombardamenti a Minab hanno fatto almeno 175 morti, sugli oltre 1.230 registrati dalla Mezzaluna Rossa. Le immagini dei funerali pubblici delle vittime di Minab, con migliaia di presenti, sono state verificate e diffuse anche dal New York Times. Citata dal prestigioso quotidiano americano, l’agenzia d’informazione statunitense Human Rights Activists ha invece appurato la morte di due studenti nella capitale, dopo i colpi che hanno raggiunto, sempre sabato, la Hedayat High School, un istituto superiore nel quartiere nordorientale di Narmak.
Il ricorso a queste verifiche pazienti di immagini prodotte da fonti iraniane, ufficiali o amatoriali, è una conseguenza della sostanziale assenza, fin qui, di testimoni internazionali in grado di documentare l’impatto dei bombardamenti sui già martoriati civili iraniani. Da tempo, il regime non accorda più visti alla stampa estera. Fra gli aspetti fin qui caratterizzanti della guerra in corso, almeno in territorio iraniano, vi è dunque proprio un “buio mediatico” che lascia filtrare ben poco, anche perché Internet resta quasi dappertutto fuori uso nel Paese, nella scia pure dei tagli ordinati durante le spaventose e sanguinosissime repressioni del regime contro la propria stessa popolazione.
Additati dalle autorità di Teheran per i morti di Minab, Israele e Stati Uniti hanno reagito. L’esercito israeliano si è detto «non al corrente». Quanto ai vertici militari americani, intendono «indagare sui fatti», assicurando di «prendere sul serio» la questione. Allargando la focale sull’intero Medio Oriente in fiamme, dei bollettini di vittime sono quotidianamente aggiornati in tutti i Paesi coinvolti, come il Libano, che piangeva già ieri 102 morti e 638 feriti, secondo il ministero della Sanità di Beirut. La Stella di Davide Rossa israeliana ha invece comunicato un bilancio provvisorio di 10 civili uccisi in Israele, di cui 9 a causa di un missile iraniano piovuto domenica su Bet Shemesh, pacifica cittadina di circa 65mila abitanti nel distretto di Gerusalemme. Fra le macerie, comprese quelle di una sinagoga, anche decine di feriti.
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