Perché l'app che fa sapere che sei vivo spopola in Cina (e non solo)

"Are You Dead?" è stata ribattezzata “Demumu” e si rivolge alle persone che vivono sole. Il suo successo riflette cambiamenti profondi nella società del gigante asiatico
January 20, 2026
L'app "Demumu" sta spopolando in Cina
L'app "Demumu" sta spopolando in Cina/ REUTERS
Alla fine le è stato cambiato il nome, ma il successo è rimasto invariato. Si chiama(va) "Are You Dead?" – letteralmente “sei morto?” – , ma è stata ribattezzata “Demumu” per schivare il riferimento diretto alla morte. Il nome originale, comunque, non ne ha ostacolato la diffusione. L’app cinese continua a spopolare: è in cima alla classifica delle applicazioni a pagamento negli app store del gigante asiatico, si è classificata terza tra le app di servizi a pagamento in Australia e sta diventando popolare anche negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Canada. L’obiettivo di questa app che ha come target le persone che vivono sole? Certificare che si sta bene, lanciare l’allarme se si è in difficoltà. Il suo funzionamento è semplice. Bisogna registrarsi ogni due giorni – cliccando su un grande pulsante – per confermare di essere vivi. In caso contrario, l'app avviserà il contatto di emergenza indicato dal singolo utente, informandolo del possibile pericolo.
Il successo dell’app è testimoniata dai numeri. Guo Mengchu, uno dei fondatori del programma, ha affermato che il valore dell'azienda è decuplicato, passando da 1 milione di yuan (214.660 dollari) a oltre 10 milioni di yuan nel giro di pochi giorni. Lanciata inizialmente come gratuita, l'app è ora entrata nella categoria a pagamento, a un prezzo contenuto di 8 yuan (1,15 dollari).
Un successo, quello di “Demumu”, che interseca alcuni fattori che attraversano, sempre più prepotentemente la società cinese, anche se non solo “un’esclusiva” del gigante asiatico. Primo: la solitudine. Nel 2024 il numero di single in Cina di età compresa tra i 20 e i 40 anni aveva raggiunto quota 300 milioni. La vita di coppia sta perdendo appeal nel gigante asiatico: il 2024 ha fatto registrare un nuovo, pronunciato, calo dei matrimoni. Le unioni sono state 6,1 milioni, con un calo del 20,5% rispetto al 2023, dopo un intero decennio segnato da continui cali.
Un altro vettore sono le migrazioni interne, movimenti di massa che hanno ridisegnato il volto e la geografia del Paese. E che hanno un impatto disgregante sulle comunità. Secondo l'ufficio nazionale di statistica, la Cina conta quasi 300 milioni di lavoratori migranti. Più della metà, a causa della distanza, torna solo una volta all'anno a casa. Wilson Hou, 38 anni, lavora a Pechino, mentre la sua famiglia vive a circa 100 chilometri. Torna a casa dalla moglie e dal figlio due volte a settimana. "Temo che se mi succedesse qualcosa – ha raccontato alla Bbc -, potrei morire da solo nella casa che affitto e nessuno lo saprebbe. Ecco perché ho scaricato l'app e ho impostato mia madre come contatto di emergenza."
Terzo fattore, anche questo comune a tutte le società “avanzate”: la crescente invadenza delle infrastrutture digitali, mentre i luoghi fisici scolorano e perdono centralità. Relazioni e contatti si traferiscono sempre più nell’ambiente digitale, mediati da schermi, algoritmi e piattaforme. Wang Pan, studioso di social media e cultura pop cinese, legge così il successo dell'app: "Intercetta l'economia in espansione dei single e alla crescente disconnessione sociale emersa parallelamente ai continui cambiamenti demografici in Cina".

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